Omicidio Gioia, la perizia psichiatrica: “Limata può restare in carcere”

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Niente aula di corte d’assise per l’udienza speciale sul delitto Gioia. Si tratta di discutere soltanto della perizia psichiatrica disposta nel corso della scorsa udienza dal giudice su Giovanni Limata, il 23enne di Cervinara accusato di omicidio in concorso con l’aggravante della premeditazione insieme all’ex fidanzata Elena, la figlia di Aldo Gioia ucciso lo scorso aprile con 14 coltellate.

L’imputato non compare in aula, nemmeno Elena: c’è però sua mamma ma non la sorella. La perizia pschiatrica fu affidata, una settimana fa, al dottore Francesco Saverio Ruggiero, il quale l’ha depositata ieri, dopo essere stato nel carcere di Bellizzi sabato scorso.

Approfondimento peritale resosi necessario dopo la richiesta degli avvocati difensori di Limata di revoca della custodia cautelare in carcere, a seguito del tentativo di suicidio del ragazzo di alcune domeniche fa.

Per il perito, Limata non ha patologie psichiatriche talmente gravi da renderne necessario il trasferimento in una struttura sanitaria assistita. C’è piena compatibilità con il regime carcerario, emerge dalla perizia. Il 23enne, secondo il medico, è affetto da un disturbo d’ansia che si riflette poi sui suoi comportamenti. C’è, nel Limata, una tendenza all’aggressione verso se stessi e verso gli altri.

La conclusione, ad ogni modo, è che l’imputato può essere seguito anche nell’istituto penitenziario di Avellino, dove spesso si reca anche uno psicologo. Ma il giovane non riesce quasi mai a portare a termine la seduta, non riesce a sostenere il colloquio.

Non c’è rischio di un peggioramento del quadro sanitario e psicologico del ragazzo, non emergono fenomeni depressivi importanti. Insomma, il quadro descritto è abbastanza chiaro, secondo la perizia Giovanni Limata può rimanere in carcere.

Né il pm, né gli avvocati hanno posto domande al dottore Ruggiero. Per il Pubblico Ministero, l’istanza di revoca della custodia cautelare in carcere è da rigettare.

La Corte si è riservata la decisione che sarà resa nota nel corso della prossima udienza, già fissata per il 23 febbraio.