AVELLINO- Il Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza non ha convalidato il fermo di indiziato di delitto di concorso in omicidio per il cinquantunenne Bernardo Cava, ma ha applicato la misura cautelare in carcere nei confronti dello stesso, che resta dunque nel carcere di Secondigliano a disposizione dell’autorità Giudiziaria. Il Gip, accogliendo anche la tesi che il difensore di Cava, il penalista Claudio Frongillo aveva sostenuto in aula, ha evidenziato e rilevato come si dovesse escludere nel caso spefico di Cava il pericolo di fuga. Alla luce di circostanze che erano state messe in evidenza dalla difesa, in primis il fatto che Cava era stato fermato all’interno della sua abitazione, senza che i militari avessero potuto annotare alcunché sulla volontà dell’indagato di darsi alla fuga. La mancata convalida del fermo non ha precluso però l’accoglimento della domanda cautelare.
Per il Gip infatti, “esiste un concreto e attuale pericolo di reiterazione di reati della stessa specie di quelli per cui si procede”. Questo dettato dalla circostanza che dalle indagini e’ emerso comunque che Cava era interessato alla con gestione di una piazza di spaccio nel territorio di sua competenza, che può entrare in contrasto con altri, gruppi criminali. Altro elemento è quello legato alle modalità operative dimostrate nella pianificazione dell’omicidio di Colalongo, visto che Bernardo Cava si e’ accompagnato, alla testa della staffetta che consentiva il trasferimento di Antonio Aloia sulla scena del delitto. Per questi motivi dunque è stata applicata la misura. Il Gip ha anche dichiarato la sua “incompetenza territoriale” e quindi gli atti tornano al pm per una nuova richiesta di misura al Gip di Napoli.
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