Omicidi – Rapporto Viminale, le donne del Prc: “Parità negata”

0
6

Il Corriere della Sera grida all’emergenza e pubblica il rapporto del Viminale secondo il quale nel secondo semestre del 2007 in Italia sono stati commessi 308 omicidi.
Il 9,5% per mano della criminalità organizzata, il 39,7% da delinquenti comuni, il 21,9% per dissidi familiari o per motivi passionali.
Nel primo semestre del 2008, mentre l’indice dei delitti diminuisce di 10 punti aumenta la percentuale degli omicidi compiuti in famiglia che sale al 24,7%; insomma un delitto su quattro è avvenuto tra le mura domestiche. Il rapporto specifica che nella maggioranza dei casi è il coniuge, il convivente o il fidanzato ad uccidere la propria compagna.
In Italia si muore o meglio le donne muoiono più per mano dei propri compagni o ex compagni che per cancro.
“Lo Stato – intervengono le componenti della segreteria Provinciale del Prc Cinzia Spinello, Rossella Iacobucci, Maria Grazia Valentino e Giuseppina Buscaino – risulta essere incapace, nonostante un Ministero per le pari opportunità, di garantire alle donne lavori dignitosi e servizi adeguati che permettano loro di essere indipendenti anche economicamente, di crescere con tranquillità i loro figli e di liberarsi dal padre-padrone di turno. Discriminate, vessate quando vogliono diventare madri, le donne italiane sono in Europa quelle che meno di tutte hanno un lavoro, tanto che Bruxelles ha imposto all’Italia che il 10% dei suoi fondi sia destinato alla realizzazione di una vera parità.
Quanta parte della spesa pubblica va alle donne?
Quante delle leggi a tutela della parità sono poi effettivamente applicate?
A questo si aggiungono le difficoltà strutturali della società italiana: il 73% del lavoro familiare cade sulle spalle delle donne, la rete dei servizi per la prima infanzia è scarsa (solo il 10% dei bambini va all’asilo nido) e c’è poca flessibilità nei posti di lavoro. Il risultato finale è che una donna su cinque lascia il lavoro dopo il primo figlio. E mentre tutti, compresi i politici, parlano ormai del ruolo fondamentale che le donne dovrebbero svolgere in ogni settore, anche in politica, le opportunità sono pari solo nel titolo del Ministero. Un Paese egoista, come l’Italia, ha trasformato il nostro ruolo e le nostre capacità in veri e propri ammortizzatori sociali. Gli uomini che non hanno ‘la predisposizione a curare gli altri’ fanno gli straordinari e anche carriera, le donne devono ancora aspettare. E di strada da fare ce n´è ancora tanta”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here