Nusco – Domani prende il via l’attesa “Notte dei Falò”

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Nusco – Un rito che si ripete da oltre quattro secoli, una festa che unisce tradizione e modernità, un evento che, edizione dopo edizione, si arricchisce di nuovi elementi con l’obiettivo di comporre un mosaico dove trovino spazio antichità e contemporaneità, valore culturale ed antropologico, ma anche promozione e fruizione turistica di un luogo, di un territorio.

Tutto questo è la Notte dei Falò di Nusco (Avellino). Si parte domani, 14 gennaio, e si andrà avanti fino a lunedì, 17 gennaio.
Ricco il programma promosso dall’Amministrazione Comunale di Nusco, guidata dal sindaco Giuseppe De Mita, in collaborazione con le associazioni presenti sul territorio cittadino.
Convegni, spettacoli folkloristici, musica popolare, gastronomia tipica, produzioni vitivinicole docg: sono questi gli ingredienti principali di una delle feste più antiche che l’Irpinia e la Campania possono annoverare.
L’obiettivo è quello di confermare il positivo trend di presenze registrato già nelle ultime edizioni che hanno visto accorrere a Nusco circa quindicimila persone. Nel corso del week end in cui si svolgerà l’evento più suggestivo dell’inverno campano si registrerà, come già avvenuto in passato, il tutto esaurito presso le strutture ricettive di Nusco e dei Comuni limitrofi.
Fuoco e suoni, tradizioni etniche e contadine e sapori da scoprire, questa la formula vincente in un’ambientazione d’eccezione. L’evento, infatti, si svolge a Nusco, uno dei cento borghi più belli d’Italia.
Domani pomeriggio (14 gennaio), alle ore 16, presso il Seminario Arcivescovile di Nusco ci sarà la presentazione del volume “Il castello di Nusco – storia ed archeologia”. Interverranno Giuseppe De Mita, sindaco di Nusco, l’architetto Antonio Ressa, Gabriella Pescatori Colucci, già Funzionaria della Soprintendenza ai B.A. di Salerno Avellino e Benevento, il professore Errico Cuozzo, docente di Storia Medievale presso l’istituto universitario “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, l’archeologa Immacolata Gatto, Vito De Nicola, Funzionario della Soprintendenza ai B.S.A.E. di Salerno ed Avellino.
Seguirà il dibattito sul tema “I Beni Culturali nei piccoli centri”. Previsti gli interventi di Adele Campanelli, Soprintendente per i B.A. di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, Gennaro Miccio, Soprintendente per i B.A.P. di Salerno ed Avellino, Maura Picciau, Soprintendente per i B.S.A.E. di Salerno ed Avellino, Anna Savarese, Presidente del Parco Regionale dei Monti Picentini. Modera l’architetto Gianluca Di Vito.
A partire dalle ore 19 è prevista l’apertura degli stand gastronomici. Momento clou dell’evento sarà la giornata di sabato, 15 gennaio. Alle ore 17, si rinnoverà il rito dell’accensione dei falò che sarà accompagnato dall’esplosione di fuochi pirotecnici, da suggestive installazioni di luce e da tanta musica. Il centro storico di Nusco si trasformerà per l’occasione in un grande laboratorio etno-popolare a cielo aperto.
Anche quest’anno, inoltre, saranno allestite aree camper presso la zona delle scuole in Via Claudio Ogier.
Ecco, di seguito, alcuni numeri dell’edizione 2011 della Notte dei Falò di Nusco:
saranno dieci gli stand gastronomici aperti nel corso dell’evento. Dodici, invece, gli stand dedicati alle produzioni tipiche e di qualità, sei dei quali dedicati interamente alle produzioni DOCG della provincia di Avellino. Dodici i gruppi folcloristici che animeranno il borgo di Nusco.

LA STORIA
La Notte dei Falò nasce come rito propiziatorio nel XVII secolo. E’ la Festa di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e della comunità contadina. I primi falò venivano accesi per scacciare la peste, che nel 1656 solo a Nusco fece registrare ben 1200 vittime. In tutto il Regno di Napoli, alla fine del XVII secolo, veniva distribuito il pane di Sant’Antonio, preparato con la parte più pura del grasso di un maiale in tenera età. Si trattava di una sorta di unguento per curare l’infezione da Herpes Zoster, detto il “fuoco di Sant’Antonio”. I falò venivano quindi accesi per purificare i luoghi ma anche i corpi, invocando le virtù taumaturgiche di Sant’Antonio.

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