“La recente decisione dell’Alto Calore Servizi di cambiare il sistema di tariffazione dei consumi idrici e la conseguente richiesta agli utenti del versamento di ulteriori depositi cauzionali rappresentano un ulteriore aggravio di spesa in danno della cittadinanza”. Così esordisce Giovanni Bove, coordinatore del Circolo Pd Vittorio Foa, in seguito alle nuove tariffe emesse dall’Acs.
“Non interessa, per il momento, entrare nel merito della decisione di cambiare il sistema della tariffazione – aggiunge il dirigente democratico -, la cui legittimità pur qualche dubbio lascerebbe, ma porre alcuni quesiti che richiedono una risposta esaustiva da parte dei competenti organi, per evitare che tale richiesta si trasformi solo nell’ennesima occasione per far gravare sui cittadini i costi di gestione dell’ente, anche per ciò che concerne la spesa per indennità degli amministratori. Per quale motivo l’Alto Calore provvede a richiedere il versamento di depositi cauzionali, senza provvedere alla restituzione degli importi richiesti, all’atto dell’attivazione delle utenze, a titolo di anticipo fornitura? Per quale motivo l’ente non provvede a riportare, in ogni bolletta, gli importi relativi alle somme anticipate, in modo da garantire all’utenza una puntuale e chiara conoscenza della situazione relativa alla propria posizione amministrativa, evitando, così, il rischio che di certi importi anticipati gli utenti possano perdere memoria? In un tempo di crisi economica la politica dovrebbe occuparsi di queste situazioni, che rischiano di gravare ancor di più sulle fasce deboli della popolazione, e non limitarsi a considerare l’Alto Calore una “terra di conquista” per appetiti diversi. Sulla vicenda, nel condividere gli appelli lanciati da altri partiti ed associazioni di categoria, siamo in campo per verificare la legittimità dell’operato della società e, in caso di non adeguate risposte dall’Ente, ricorreremo a qualsiasi strumento, ivi compreso l’invito al non pagamento del deposito richiesto, per veder tutelati i diritti dei cittadini”.
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