Nuovo Stadio, Petracca traccia la road-map

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Il futuro del nuovo stadio Partenio-Lombardi passa dal reperimento delle risorse e dal rafforzamento della collaborazione istituzionale tra Comune e Regione Campania. È questa la linea tracciata da Maurizio Petracca, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, intervenuto nella prima giornata della Festa dell’Unità del Pd irpino, in corso nei giardini di Villa Amendola ad Avellino.

Petracca parte da una premessa netta: «Il Comune di Avellino non ha risorse. Quindi non può investire un euro proprio in opere pubbliche rilevanti». Da qui la necessità di costruire un percorso condiviso con Palazzo Santa Lucia, recuperando un dialogo che in passato era venuto meno. «La prima questione è che si sia ripreso, come doveva essere anche in passato, un dialogo con la Regione Campania. La prima cosa è far funzionare la filiera istituzionale», sottolinea Petracca, evidenziando come il capoluogo fosse rimasto «totalmente isolato» da questo circuito di collaborazione. Un’interlocuzione che, nel frattempo, è già entrata nel vivo: «Abbiamo incontrato il presidente della Regione Campania Roberto Fico già tre volte. Bisogna trovare le risorse sui fondi strutturali».

Il nodo principale resta quello finanziario. Petracca richiama le difficoltà legate all’utilizzo delle risorse europee e alla necessità di individuare canali alternativi per sostenere l’investimento. Secondo quanto riferito dal capogruppo dem, i fondi FESR non sarebbero utilizzabili per le strutture sportive, rendendo necessario verificare le possibilità offerte dalle risorse residue dei Fondi per lo sviluppo e la coesione (FSC) nell’attuale programmazione e dalla successiva fase, attesa a partire dalla fine del 2027.

«Dobbiamo trovare all’interno dei fondi sviluppo e coesione residui in questa programmazione e, ovviamente, sulla programmazione futura che partirà da fine 2027, le risorse per poter finanziare il nuovo stadio», spiega. Una ricognizione che richiederà tempo e che, al momento, non consente di fissare scadenze precise. «Oggi non siamo nelle condizioni di dare tempistiche anche come Regione, perché bisogna fare una ricognizione dei residui sui fondi di sviluppo e coesione e successivamente passare alla nuova programmazione», chiarisce Petracca.