BAIANESE- La difesa dell’imprenditore Bernardo Natale, originario di Casal di Principe ma da venti anni residente ad Avella ha chiesto al Tribunale Collegiale di Avellino (presidente Sonia Matarazzo, a latere Fabrizio Ciccone e Michela Eligiato) di sollecitare la Procura Distettuale Antimafia di Napoli a produrre nel processo stralcio della più vasta operazione contro il “Nuovo Ordine di Zona”, anche le intercettazioni ambientali captate negli uffici comunali di Avella, che nel corso dell’indagine della Dda di Napoli e dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino erano sottoposti a captazioni ambientali. Per il penalista Angelo Pignatelli, alla base dell’istanza presentata questa mattina ai giudici avellinesi c’e’ il principio per cui le indagini del pubblico ministero devono appurare anche eventuali prove a discolpa dell’indagato. Per cui, nonostante il dirigente presuntamente corrotto da Natale sia deceduto, gli atti relativi alle captazioni ambientali nel suo ufficio dovevano far parte del processo. Richiesta a cui si è opposto il pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Andrea Mancuso. Il Tribunale, trattandosi di una richieste documentale ha sollecitato la Procura a collaborare con la difesanell’accertamento e recuperare i brogliacci. Anche se una decisione sarà presa alle prossima udienza.Il processo e’ infatti relativo a due presunte vicende di turbativa d’asta che erano finite nell’inchiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli e dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino. L’imprenditore Bernardo Natale, difeso dall’avvocato Angelo Pignatelli, risponde in concorso con Antonio Ostacolo, difeso dall’ avvocato Antonio Falconieri, Carmine Libertino, dirigente dell’ufficio Tecnico di Baiano, difeso dall’avvocato Alberico Villani e Antonio Guerriero e Girolamo Miele (per cui già è arrivata la sentenza) di turbativa d’asta aggravata dal metodo mafioso per una gara da due milioni di euro per i sistemi idrici e fognari del Comune di Baiano, per cui grazie all’ intercessione di Guerriero e Miele e all’ accordo con Bernardo Natale era stato imposto al dirigente Comunale di prorogare il termine per la gara affinché l’ impresa di Natale avesse i requisiti per partecipare. Aggiudicazione poi non avvenuta. Il capo di imputazione per cui la difesa di Natale ha avanzato la richiesta di riversare agli atti del processo le captazioni ambientali riguarda invece un appalto del Comune di Avella. Sempre per la rete fognaria e per un importo di un milione e mezzo di euro. L’accusa e’ di aver corrotto un funzionario dell’epoca (i fatti risalgono al 2014-2015) e aver turbato la gara relativa ai lavori in questione.
La tesi dell’ Antimafia e’ che tra Antonio Guerriero, o zorro, a capo del cosiddetto “Nuovo Ordine di Zona” e Bernardo Natale ci fosse un accordo, per accaparrarsi tutti gli appalti nel Baianese. L’imprenditore aveva invece gia’ sottolineato di non aver mai concretizzato affari con Guerriero e che se nelle intercettazioni annuiva o assecondava “o zorro” era solo per il timore di rappresaglie. Anche sull’Ati (l’associazione di imprese) ha precisato che “era stata realizzata ad agosto del 2014 e ci impegnava a costituirla in caso di aggiudicazione”, cosa tra l’altro non avvenuta e che era nata dopo le pressioni da parte di Guerriero. Natale aveva anche parlato dell’ appalto di Avella, nel lungo esame del suo difensore Angelo Pignatelli. Qui l’ accusa e’ quella di aver corrotto con ventimila euro un dirigente all’ epoca dei fatti in Comune. E che era stato Guerriero ad insistere che gli versasse almeno una percentuale sulla somma della gara. Cosa che Natale avrebbe solo millantato con Guerriero. Per l’imprenditore a deporre in tal senso anche le intercettazioni. Visto che rispetto alle richieste di Guerriero di sapere se il pagamento fosse avvenuto, Natale cambiava continuamente data e orario in particolare dell’incontro. Come aveva saputo dell’ aggiudicazione della gara, prima che venisse pubblicata la determina?”perché abbiamo partecipato alla stess riunione di gara, non c’ e’ stata alcune rivelazione dagli uffici”. L’udienza e stata rinviata al venti febbraio 2026, in quella sede sarà più chiaro anche se gli atti verranno riversati o meno nel processo, visto che sulla richiesta dovra’ interloquire anche il pm antimafia Anna Frasca, titolare del processo . Proprio in quella data ci sarà anche la requisitoria del pm Frasca con le richieste nei confronti degli imputati.
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