Novolegno, monta la rabbia dei lavoratori: “Andremo a protestare in Friuli a casa di Fantoni”

Novolegno, monta la rabbia dei lavoratori: “Andremo a protestare in Friuli a casa di Fantoni”

16 Gennaio 2020

Alfredo Picariello – Dal prossimo mese di maggio la lunga lista dei disoccupati in Irpinia potrebbe gonfiarsi ulteriormente. All’elenco, potrebbero infatti aggiungersi i 117 dipendenti della Novolegno di Arcella, stabilimento che la Fantoni ha smesso di far funzionare lo scorso febbraio. Se entro maggio la cassa integrazione non dovesse essere confermata almeno per un altro anno, oltre 100 lavoratori saranno in strada. La rabbia e la preoccupazione sono dunque all’ordine del giorno e serpeggiano, in maniera evidente, tra le maestranze e i sindacati.

I riflettori sulla vertenza, però, si riaccendono. Da questa mattina, è iniziato un presidio degli operai sotto la sede del Comune di Montefredane, nella bella piazza del paesino a due passi da Avellino, avvolta da un bel sole. Sono circa 50 a manifestare, con bandiere e striscioni, in maniera compatta (guardati a vista dai carabinieri) e chiedono l’appoggio delle istituzioni. E’ il primo passo della protesta. Il presidio dovrebbe continuare nei prossimi giorni, mentre domani una delegazione di operai dovrebbe chiedere di incontrare il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che nel pomeriggio sarà ad Avellino alla Camera di Commercio.

Ma non si escludono proteste più clamorose. “Se necessario – affermano le maestranze in piazza – andremo fino ad Osoppo (sede centrale della holding friulana) tutti insieme, anche con le nostre famiglie, per esprimere tutto il nostro dissenso per quello che sta succedendo e per far valere i nostri diritti, Anzi, ci aspettiamo la solidarietà di tutti i sindacati ed i lavoratori del gruppo. Non c’è e non ci deve essere nessuna lotta tra gli operai del Nord e quelli del Sud. Quel che è accaduto a noi, un giorno, potrebbe accadere anche agli altri”.

L’ultima “chicca” sono state le lettere di licenziamento che, purtroppo, stanno cominciando ad arrivare. “Siamo arrabbiati e pronti a tutto per far valere le nostre ragioni”, affermano in coro. Questa mattina, i sindacati, insieme al sindaco di Montefredane, Valentino Tropeano, hanno fatto partire una lettera indirizzata al ministero dello Sviluppo Economico e alla Regione Campania. “E’ indispensabile che si convochi al più presto un tavolo – afferma Piemonte della Feneal Uil – al quale si decida di concedere un altro anno di cassaintegrazione”.