“Non ci conviene aprire”. De Pascale, “I Gemelli” e tanti altri: oltre l’80% dei locali domani chiuso

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Alpi – Più dell’80% di bar e pizzerie di Avellino e dintorni domani non riaprirà. Mancano poche ore, ormai, alla possibilità, concessa dalla Regione Campania – data a bar, pub, pasticcerie e ristoranti -, di aprire dal 27 aprile al 4 maggio ma con l’obbligo esclusivo di consegne a domicilio. Tante le restrizioni previste, retrizioni che, facendo il paio con la limitatezza dell’operosità concessa, fanno desistere una larghissima parte di esercenti. Inoltre, altro fattore di “rischio” da tenere in considerazione è il fatto che la maggior parte degli uffici pubblici è chiuso. La percentuale delle riaperture potrebbe salire nel fine settimana, anche se, però, il 1° maggio è prevista nuovamente chiusura.

Serrande abbassate saranno quella di “Lievitum”, quella di Palmiro Ragno, quella di Filippo Testone di Pizza Store di corso Umberto. “Lo Stato fa solo chiacchiere, non ci conviene aprire nel modo più assoluto”, dice Testone. Stesso discorso di “Pazzaria” di via Fioretti, il cui titolare è lo stesso del bar “Mivida”, altro locale che non ripartirà domani. “Le misure previste per la riapertura sono molto restrittive, con costi elevati. Quindi preferiamo aspettare, perché gli incassi saranno davvero ridotti all’osso con il sistema delle consegne a domicilio”.

Altra pizzeria abbastanza nota che ha deciso di non riaprire in questa fase, “I Gemelli” di San Potito Ultra. Via libera, invece, per “Madison” di via Circumvallazione, “Braciami” del centro storico e “Bar Broadway” di contrada Baccanico. Prosegue l’esperienza con la sua pizza abbattuta Giuseppe Maglione di “Daniele Gourmet”.

Tanti i bar che non riapriranno domani. Oltre “Mivida”, “Caffeyna” nei pressi del Tribunale, “De Pascale”, “Dulcis in furno”, “Link Cafè”, “Vincent Cafè”. Ripartenza, invece, per “Dolciarte” del centro storico e il bar pasticceria “Texas” a Torrette di Mercogliano. Restando a Mercogliano, serrande abbassate per “I Santi” dei fratelli Emilio e Federico Grieco.