Non c’è pace per l’Alto Calore: nuova inchiesta dopo “Rimborsopoli” e il presunto danno erariale

Non c’è pace per l’Alto Calore: nuova inchiesta dopo “Rimborsopoli” e il presunto danno erariale

6 Agosto 2019

I bilanci di Alto Calore Servizi nel mirino della Procura della Repubblica di Avellino. Nelle scorse settimane sono stati effettuati dei blitz negli uffici dell’ente di Corso Europa da parte della Guardia di Finanza – Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Avellino – Sezione Tutela Economico.

Nel mirino scritture contabili, bilanci e altra documentazione relativa alla gestione della partecipata e alla riscossione delle addizioni in bolletta. Acquisito anche l’incartamento relativo alla corresponsione/riversamento al Comune di Avellino delle somme riscosse dalla gestione del servizio di acquedotto e addizionale di fognatura in base alla convenzione in essere tra Palazzo di Città e appunto l’Acs. Analoga documentazione è stata acquisita anche presso gli uffici del Comune.

Al momento l’inchiesta vede un unico avvisato di garanzia: l’attuale amministratore unico dell’ente idrico Michelangelo Ciarcia, in carica però solo da luglio 2018, a cui sono contestati i reati di false comunicazioni sociali nei bilanci e abuso d’ufficio commesso durante le funzioni svolte. I finanzieri hanno tuttavia preso in esame i dati delle gestioni susseguitesi dal 2010 in poi, quindi è assai probabile che l’indagine si estenda ulteriormente.

Il focus della Finanza, oltre ai conti di Alto Calore, riguarda i rapporti tra la partecipata e i gli enti locali, dunque le partite di dare e avere con i Comuni che fanno parte dell’ambito e che sono legati ai servizi di fognatura e depurazione. Per questi l’Acs incasserebbe da anni un canone non dovuto che poi restituirebbe per la mancata espletazione della prestazione, compensandolo in parte con i crediti vantati con le stesse municipalità.

Un quadro, secondo i finanzieri, alquanto disomogeneo, sia nei contenuti che nelle convenzioni, recanti sostanziali differenze tra un Comune e l’altro, sia nei termini temporali di efficacia. Inoltre molte convenzioni risulterebbero scadute.

Probabile che la Procura, dopo le acquisizioni degli incartamenti, disponga una consulenza tecnica che accerti l’avvenuta comunicazione al Comune di Avellino degli importi riscossi da Alto Calore presso l’utenza, negli ultimi 10 anni, in relazione al servizio di fognatura; la corretta restituzione da parte dell’ente idrico delle somme di competenza del Comune di Avellino; le procedure contabili e amministrative adottate nelle rispettive competenze da Alto Calore e da Palazzo di Città in ordine alle modalità di riscossione e conseguente retrocessione della componente tariffaria afferente ai servizi di fognatura.

Tutto, ovviamente, è da confermare, in quanto l’inchiesta è alla sue fasi iniziali, tuttavia fa seguito alle già 13 citazioni a giudizio di una precedente indagine per un presunto danno erariale che la Corte dei Conti ha accertato in 12 milioni di euro e ai 5 ex dirigenti chiamati a processo dopo l’inchiesta ribattezzata “Rimborsopoli”.