Nomine Asl, le confessioni di Di Lello e le accuse di D’Ercole

4 Gennaio 2006

La crisi che ha investito Palazzo Santa Lucia è destinata ad andare avanti considerata la posizione ad oggi irremovibile assunta dall’assessore Marco Di Lello che rispetto alle sue dimissioni non ha fatto alcun passo indietro. Anzi in un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno, ha messo innanzi la questione ‘imposizioni targate Margherita e Udeur’. “In Giunta ho dovuto assistere alle telefonate di De Mita da Nusco e Mastella da Mauritius per imporre questo o quel nome”. “E’ dall’inizio della legislatura che subiamo imposizioni dalla Margherita e dall’Udeur”. Una tra queste “il sacrificio di Nicolais in giunta, per il varo di 18 commissioni e per le nomine”. Di Lello dice la sua ribadendo il concetto della collegialità apripista della rottura “degli equilibri” tra Margherita e Udeur. E intanto sulla questione nomine Asl interviene ancora una volta Alleanza Nazionale che attraverso un comunicato stampa fa sapere: “La Giunta regionale della Campania – dichiara il Ministro delle Comunicazioni e coordinatore regionale di An per la Campania Mario Landolfi – dovrebbe seriamente considerare l’ipotesi di revocare le nomine dei dirigenti delle Asl e delle Aziende ospedaliere campane effettuate nei giorni scorsi. Sarebbe questa l’unica risposta possibile all’iniziativa del Ministro Storace, all’esposto presentato alla magistratura dall’on. Tagliatatela ed alle dimissioni rassegnate dall’assessore Di Lello, al quale va dato atto di non aver esitato a rendere pubblici persino i dettagli di questa vergognosa lottizzazione. Alla luce di ciò, la revoca delle nomine non apparirebbe come una penosa marcia indietro ma come il tentativo di ripristinare un limite di decenza politica, amministrativa, gestionale abbondantemente violato. Al contrario, far finta di niente suonerebbe come conferma che la Giunta Bassolino considera la Sanità non un servizio da erogare ai campani ma l’architrave di un sistema di potere da alimentare a spese del contribuente e sulla pelle dei cittadini”.
Il modo per uscire dalla crisi c’è. Bisogna discuterne a livello istituzionale e non facendo affidamento sui soliti “deja vu” degli incontri in “camera caritatis” attraverso un confronto aperto. “Gli incontri a quattro occhi – ha concluso D’Ercole – servono soltanto a porre le basi per trovare soluzioni compensative per ritrovare un equilibrio possibile fra le forze della coalizione di maggioranza, accontentando chi oggi è rimasto deluso per la spartizione dei posti di vertice delle Asl regionali. Equilibri che, fondati soltanto sulla soddisfazione degli interessi di parte, sono destinati inesorabilmente a rompersi, come per altro avvenuto tantissime volte in precedenza, alla prossima occasione spartitoria”. In soldoni si convochi ad horas il consiglio straordinario.


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