“Nelson chiede scusa a tutti, non voleva fare del male a nessuno”. Mele incontra in carcere l’attentatore del Palazzo Vescovile

“Nelson chiede scusa a tutti, non voleva fare del male a nessuno”. Mele incontra in carcere l’attentatore del Palazzo Vescovile

30 Agosto 2019

Alfredo Picariello – “Nelson chiede scusa a tutti, non voleva far del male a nessuno”. Carlo Mele, Garante provinciale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, questa mattina, nel carcere di Bellizzi, ha incontrato l’uomo che ha posizionato un pacco bomba davanti il Palazzo Vescovile di Avellino. E’ passata una settimana esatta da quel venerdì in cui la città, per diverso tempo, è piombata nella paura. Sette giorni un cui tutti si sono interrogati sui motivi di quel gesto di Nelson Lamberti. “Ci siamo abbracciati a lungo, è la prima cosa che abbiamo fatto”, racconta Mele. L’incontro – al quale ha preso parte anche Giovanna Perna, avvocato penalista del Foro di Avellino e componente esperto del Tavolo del Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale – è durato oltre un quarto d’ora.

“Gli ho detto – prosegue Mele che, tra l’altro, è direttore della Caritas di Avellino e delegato regionale – che quell’abbraccio era anche l’abbraccio del Vescovo. Abbiamo subito instaurato un feeling, Nelson era contento di vedermi. Si è aperto completamente e ci ha raccontato tutto il suo calvario. Ha subito chiesto scusa, non solo a me, ma a tutti, alla città. Mi ha ripetuto più volte che nemmeno lui riesce a comprendere cosa gli sia passato per la testa ed ha ribadito che non era sua intenzione fare del male a qualcuno. Poi è scoppiato a piangere, lacrime a dirotto”.

Un momento difficile per entrambi, per Mele e per Nelson, un uomo piegato sotto il peso di un disagio enorme. Nelson si sente marchiato per sempre, ma l’affetto e la disponibilità di Mele, della Caritas e dello stesso Vescovo, sono per lui già un grande momento di conforto. Loro lo hanno perdonato e questo è molto importante per lui. L’uomo è atteso da giorni difficili, in carcere o in una comunità terapeutica – si è in attesa delle decisione del Giudice su precisa richiesta degli avvocati difensori – ma c’è chi, come lo stesso Mele, cerca di guardare un po’ più in là, al suo futuro, ponendosi le giuste domande su quello che farà una volta che avrà scontato la sua pena.