Nel cuore della Notte Bianca Ambrogio Sparagna e Giovanni Ferretti

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Avellino – Un evento di grande musica riscalda il cuore della Notte Bianca di Avellino. A mezzanotte sul palco di Piazza Garibaldi si accendono i suoni di ricerca di Giovanni Lindo Ferretti e Ambrogio Sparagna con il loro nuovo fortunato spettacolo Tra/mare-tra/monti. Un lavoro corale, che attraversa la storia, la poesia e la musica popolare da nord a sud, dalla Maremma alla Puglia, dalla Resistenza a Rocco Scotellaro, anche grazie alla presenza di validissimi musicisti quali Mimmo Epifani alla mandola, il polistrumentista Erasmo Treglia (ciaramella, mandolino, ghironda, scacciapensieri, violino a tromba, zufolo…), Riccardo Laganà alle tammorre e Lorenzo Esposito, una voce che spesso diventa base ritmica. Una ensamble che accompagna due grandi del nostro panorama musicale: Ambrogio Sparagna, etnomusicologo e musicista, virtuoso dell’organetto, ricercatore attento, nel 1976 dà vita alla prima scuola di musica popolare contadina in Italia presso il Circolo Gianni Bosio di Roma. E’ uno degli artisti più attivi della nuova musica popolare, autore di un vasto repertorio di canzoni e ballate ispirate alla grande tradizione musicale contadina. Dal 2004 è direttore artistico della Notte della Taranta di Melpignano; e Giovanni Lindo Ferretti che, come fondatore dei Cccp Fedeli alla linea con Massimo Zamboni a Berlino nel 1982, e poi il Consorzio Suonatori Indipendenti, ed ancora del progetto Prg, può definirsi il padre del punk italiano (“punk filo-sovietico e musica melodica emiliana”), e con i Cccp punto di riferimento per il mondo della musica alternativa in Italia. La storia dei Cccp-Csi segna una tappa decisiva nel rock italiano. Versatili e poliedrici Ferretti e Sparagna, hanno fuso le loro esperienze artistiche, le composizioni, le invenzioni, la voce e le originali scansioni ritmiche del primo e l’energia dell’organetto del secondo, dando vita ad uno spettacolo dalla incredibile potenza espressiva. Dopo il progetto “Litania” che gli stessi autori hanno definito “una preghiera, cantata secondo i moduli propri della tradizione musicale della dorsale appenninica che lega indissolubilmente il nord e il sud di questo nostro strano paese” prosegue questo viaggio nella storia minore di un’Italia dalla tradizione a volte sommersa: “Gente per cui fa buio avanti sera, gente da basto, da bastone, da galera. […] Una tradizione subita, tradita e molto, molto amata”. Il nuovo progetto nasce da una idea di Giovanni Lindo Ferretti che, travolto dal paesaggio lo percepisce come entità in trasformazione: “Da allora tutta la mia vita reale-scrive Ferretti- i miei interessi, il mio studiare sono finalizzati a questo luogo: la fascia del crinale. La sua esistenza in atto. Montano, come gli avi miei, ma in un percorso di ritorno che rifugge l’abbandono, la mitizzazione quanto lo svilimento. Ne riconosco i limiti, le incapacità, la tenacia e la forza”. Un viaggio per “Pascolare parole, allevare pensieri” in cui la voce legge, recita, salmodia, canta, due voci all’unisono, a controcanto, a contrasto, voce suono, voce senso, il racconto di una regressione genetica da casa nel mondo e dal mondo a casa, transumanza nello spazio e nel tempo. E’ sempre la musica tradizionale dell’arco appenninico a guidare le composizione recenti e meno recenti di questo duo che ha deciso di porre in evidenza, oltre ad alcuni loro brani storici, anche balli, canzoni, ballate e canti narrativi in grado di far partecipare il pubblico a quel singolare repertorio di musica viandante che ha caratterizzato le strade e le piazze della nostra penisola nel secolo scorso. Nel mezzo del viaggio Notte Bianca un percorso di emozioni e storia con due protagonisti assoluti della musica italiana di qualità.

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