Natale più povero: calano le vendite, ora la parola ai saldi

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Avellino – Mai come quest’anno si spera negli sconti di fine stagione per combattere gli effetti della crisi economica e della tredicesima decurtata.
Nonostante negli ultimi giorni prenatalizi i commercianti hanno registrato un aumento delle vendite, i dati elaborati dalle associazioni Consumatori non riserbano alcuna sorpresa: la crisi, complice anche il clima di sfiducia delle famiglie, si è sentita.
Secondo i dati del Codacons i consumi italiani, nel periodo natalizio, sono scesi del 20 per cento rispetto all’anno scorso. Secondo Federconsumatori-Adusbef per i regali di Natale, gli italiani hanno speso quest’anno 2 miliardi in meno rispetto all’anno scorso. Rispetto allo scorso anno gli acquisti sono calati mediamente del 20 per cento e a risentire particolarmente della crisi sono stati soprattutto gli addobbi della casa (-25 per cento), l’abbigliamento e calzature (-23 per cento) e i giocattoli -10 per cento. Stabili invece i consumi alimentari. Si tratta dei primi dati a consuntivo, cioè a pacchi scartati e cenone mangiato, elaborati dall’associazione di consumatori secondo cui gli unici settori a far registrare segno positivo sono stati hi-tech e lusso, che hanno retto molto bene in queste festività. Complessivamente la spesa pro capite per Natale (regali, casa, alimentari) non ha superato i 200 euro.
Secondo i dati dell’Eurochambres, l’associazione delle Camere di Commercio europee, il clima di sfiducia ha influenzato non poco i consumi delle famiglie che sono diminuiti dello 0,3 per cento e le stime per il 2009 confermano la stessa dinamica recessiva per la spesa familiare (-0,3 per cento) che dovrebbe attestarsi ai livelli simili di quelli del 2008. Più ottimiste invece le stime degli imprenditori europei e italiani per il 2009: in generale il bilancio tra quelli che prevedono un aumento delle vendite domestiche e quelli che si aspettano una contrazione sale al +13,1. Questa fiducia in Italia è concentrata soprattutto nelle regioni centrali mentre nel resto del territorio le attese sono più contenute: meno del 10 per cento nel Nord e nel Sud e isole.
Per quanto riguarda i saldi di fine stagione le previsioni anticipano un calo degli acquisti del 30 per cento rispetto all’anno scorso. D’altronde quest’anno tanta è stata la recessione che molte regioni hanno pensato di anticipare di qualche giorno la partenza degli acquisti promozionale. Si parte infatti il 2 gennaio. I negozianti di Roma, Milano, Venezia, Napoli e Avellino saranno i primi ad esporre i cartellini con prezzi ribassati. Per quanto riguarda il nostro capoluogo chi spera di fare qualche buon acquisto e chi non ha potuto farne durante le vacanze natalizie può sperare nei 90 giorni di acquisti promozionali. Una decisione questa presa dal sindaco Galasso e dall’assessore Nicola Micera, ad inizio novembre, quando gli acquisti tardavano a decollare. Le modalità e i tempi delle vendite di fine stagione furono stabilite insieme alle associazioni proprio per far fronte a un periodo di crisi economica.

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