Napoli – “In-forma geometrica”: si alza il sipario

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Napoli – Con questo titolo molto particolare di “In-forma geometrica” si è voluto dar corpo ad una rassegna espositiva che abbia l’ambizione di porsi come un riferimento di sicuro indirizzo per una creatività artistica che – all’avvio ormai maturo del nuovo millennio – attesti l’ineludibilità di un progetto compositivo alla radice stessa d’una produzione artistica che non intenda abbandonarsi alla mera deriva dei sentimenti, ma che voglia tentare di fornire una spiegazione dell’oggettività delle cose e delle strutture profonde del reale. Ciò che, inoltre, intende conseguire questa rassegna è il risultato d’un additamento etico all’interno della grande famiglia stilistica dell’astrazione geometrica, dimostrando che, al di là delle segmentazioni specifiche, esiste un denominatore comune che accorpa le scansioni particolari nel segno unificante della ricerca d’una razionalità espressiva. In tal modo, l’astrazione geometrica diventa effettivamente la grande casa comune di tutte quelle opzioni creative che si volgono ad un’analisi del reale estrapolandone le ragioni formali ed emotive additando, peraltro, costantemente il peso del loro impatto sulla psicologia individuale e sui nessi storici che da tutto ciò si diramano. È una rassegna articolata e complessa, quindi, questa che si inaugura il 5 febbraio, alle ore 17,30 nelle sale del Castello Angioino di Napoli, promette d’avviare un importante dibattito non solo all’interno della critica d’arte, ma anche tra gli artisti stessi, dal momento che essa ha scelto di proporre – anche grazie al contributo fornito dai molti operatori provenienti da tutte le parti del mondo – il suggerimento di un’istanza di rinnovamento sulla cui articolazione occorre animare la discussione partendo, comunque, dall’irrinunciata coscienza della centralità geometrica nel cuore stesso del processo delle dinamiche dell’astrazione. La mostra viene accompagnata da un volume, con 250 tavole a colori delle opere, testi teorici, e storiografici dei gruppi e movimenti che hanno operato nel campo dell’Astrazione Geometrica a partire dal XIX ad oggi. L’esposizione comprende 50 artisti provenienti da Venezuela, Argentina, Brasile, Equatore, Colombia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Gran Bretagna, Egitto, Italia. Partecipano: Luis Arnal, Maria Arvelaiz Gordon, William Barbosa, Renato Barisani, Ania Borzobohaty, Claude Bourguignon, Ingeborg Bruch, Jose Caceres, Francisco Camino , Saverio Cecere, Henk Crouwel, Eef De Graaf, Roland De Jong Orlando, Pino De Luca, Gianni De Tora, Vittorio Fortunati, Aldo Fulchignoni, Francesco Gallo, Joso Galvao, Jose Guedes, Nicole Guyhart, Hernan Jara, Angel Hernandez, Octavio Herrera, Domenique Hieaux, Jorge Jaramillo, Anneke Klein Kranenbarg, Hans Kleinsman, Ettore Le Donne, Josef Linschinger, Cyril Lixenberg, Alberto Lombardi, Enea Mancino Jaildo, Marino Michelangeli, Renato Milo, Ignacio Monque, Nanin Simon Oud, Antonio Perrottelli, Marta Pilone, Arturo Quinterno, Roel Rolleman, Inès Silva, Mario Stoccato, Giovanna Strada, Muneki Suzuki, Wolfang Ulbrich, Andrè Van Lier, Piet Van Zon, Francesco Parlotta, Attilio Michele Varricchio, Jacques Weyer, Yahya Youssef. La mostra è stata organizzata da: Saverio Cecere, Renato Milo, Antonio Perrottelli, Rosario Pinto, Umberto Chieffo, Enzo Angiuoni, Luis Miguel Molina, Roland de Jong, Hernan Jara, Nicole Guyhart, Andre Landi, Anna Canali. L’esposizione, che gode del patrocinio della Camera dei Deputati, resterà aperta fino al 26 febbraio presso la sala della loggia, del Museo Civico di Castelnuovo al Maschio Angioino.

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