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Cosa pensa della rassegna “Musica in Irpinia”?
“Credo che sia una eccellenza questo festival per compostezza ed entusiasmo. Lo definirei una rarità nazionale dove gli artisti e il pubblico raggiungono lo stato di grazia. Il mio plauso va all’Ept di Avellino che ha saputo creare un evento di importanza storica per il territorio per l’offerta culturale e il contenuto: e nel tempo è diventato la punta di diamante della musica di settore”.
Ci sono due irpini nella sua formazione
“Sono due validissimi giovani artisti: Ciro Ferraro è organico all’Orchestra, componente stabile è stato con noi in tournè in Italia e estero, l’altro Guerino Bellarosa ho voluto che fosse presente sul palco di “Musica in Irpinia” ricavando per lui un posto da solista: voglio che possano esprimersi nella loro terra e far conoscere il loro valore”.
Costante nelle foto che lo ritraggono è il sassofono, un rapporto simbiotico?
“Il sassofono è per me lo strumento, il mezzo per creare un legame profondo con quello che è la mia persona , un insieme prefetto tra esecutore e strumento fisico. Siamo tutti lo strumento della musica, nei miei concerti al centro c’è Lei, la musica, per la quale tutti dobbiamo dare il meglio di noi”.