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“L’obiettivo di questo progetto – ha aggiunto Melillo – era quello di rendere accessibile il patrimonio storico-culturale del Museo con una soluzione moderna, innovativa, personalizzata e “senza barriere” per tutti coloro che presentano delle difficoltà uditive. L’uso del palmare si è rivelato molto semplice per i visitatori, in particolare, alcuni hanno sottolineato come questo nuovo modo di visitare un Museo aiuterà ad avvicinare i ragazzi all’archeologia. Numerosi, infatti, i bambini ed i ragazzi che si sono cimentati con CuMoS. Tra le visite, degne di nota, quelle del Presidente della sezione Irpina dell’Ente Nazionale Sordi, Carmine Vitale e quella del Presidente del Consiglio Regionale del medesimo ente, Camillo Galluccio. Entrambi i dirigenti si sono dichiarati lieti dell’iniziativa e molto soddisfatti del grande passo in avanti compiuto nella direzione di aprire le porte del nostro enorme patrimonio archeologico e culturale anche ai sordi. La fase di testing del sistema – ha concluso la responsabile – durerà ancora due settimane, per cui entro la fine di settembre il progetto sarà chiuso e a completa disposizione di tutti coloro che vorranno provare l’esperienza di questo nuovo modo di vivere l’arte”.