M.Paola De Stefano(FdI):”Foti alla ricerca dell’amalgama di Sibilia”

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Da Maria Paola De Stefano (Fratelli d’Italia) riceviamo e pubblichiamo: “In una giornata di fine ottobre il commendatore Antonio Sibilia esce di scena salutandoci quasi in punta di piedi ,come non ti aspetti da uno con la sua impetuosità .Porta con se un pezzo del cuore di Avellino ,ci lascia un pezzo di storia .Patron dell’Avellino calcio ai tempi della serie A e imprenditore di successo ,personaggio dalle mille contraddizioni ha conosciuto la gloria ma anche i momenti bui e non ha mai rinunciato a combattere.Credo che quelli con il suo vissuto guardino con disagio all’Avellino dei nostri giorni rassegnata ed ormai troppo abituata a piangersi addosso.Don Antonio ci ha dimostrato come tenacia ed ambizione unite ad un grande cuore e al coraggio di sfidare tutto e tutti possano condurre ai vertici.Lui aver realizzato il miracolo di portare una piccola squadra di provincia a giocare fra le grandi.Come un ambasciatore insieme a lui i colori dell’Irpinia ,l’intrapredenza,la generosità della nostra gente sono andate su e giù per la penisola.Il Partenio ha incantato tutti i tifosi ospiti trasformandosi in tempio dove anche a grandi campioni è toccato di diversi inchinare.Una città unita intorno alla squadra di calcio che soffriva ,sognava e gioiva .Una città fiera di se stessa.Il comportamento da padre severo di don Antonio verso i suoi giocatori ai quali non risparmiava nemmeno qualche ceffone,ma era capace di scoprire e costruire grandi fuoriclasse.Quel sorriso generoso dietro gli occhiali conquistava tutti.La semplicità di una partita a tressette con gli amici e qualche chiacchiera dal barbiere.L’amicizia con Silvio Berlusconi .Avellino oggi è triste,ha perso un uomo che voleva bene alla città ,che era pronto a difenderla con le unghie e con i denti.Forse non è un caso che il Commendatore se me sia andato proprio il giorni in cui Paolo Foti ritirava le sue dimissioni da sindaco ufficializzando la fine dell’ennesima sceneggiata fatte sulle spalle della città .Don Antonio Sibilia era famoso per quegli strafalcioni grammaticali che pure rendevano così efficace il suo pensiero ,forse perché la sostanza ,la propensione al fare non ha bisogno di tante parole.I bei discorsi a volte,servono a camuffare un vuoto ,l’incapacità di agire .Chissà forse in questi giorni,anche il sindaco Foti è alla ricerca di quel famoso “Amalgama ” per la sua giunta.Signor sindaco ,l’amalgama non si compra !Con Antonio Sibilia oggi scompare un’altra testimonianza di quell’Avellino del post terremoto che aveva tanta voglia di dire la sua e di imporsi ,sui campi di calcio come sullo scenario della politica nazionale .Di quella operosità e voglia di risollevarsi resta quasi nulla…Avellino oggi è più sola ,uomini della stoffa del commendatore sono difficili da rimpiazzare …lupi che non accettano di dividere il territorio con cani randagi .Certo i tempi sono cambiati ,ma dovremmo sempre ricordare che i lupi non vendono la propria libertà o dignità ad un padrone solo perché gli dà da mangiare .Non si lasciano asservire ma sono in grado di procurarsi da soli il cibo .Forza Lupi !”

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