Movimenti no vax, truffe e pedopornografia online: il bilancio di un anno di attività della Polizia Postale

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Nel 2021, la Polizia Postale e delle Comunicazioni è stata impegnata nel far fronte a continue sfide investigative con riferimento alle macro-aree di competenza, in particolare negli ambiti della prevenzione e contrasto alla pedopornografia online, della protezione delle infrastrutture critiche di rilevanza nazionale, del financial cybercrime e di quelle relative alle minacce eversivo-terroristiche in rete, riconducibili  sia a forme di fondamentalismo religioso che a forme di estremismo politico ideologico, anche in contesti internazionali.

Il Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online, C.N.C.P.O., ha coordinato 5.515 complesse attività di indagine (+70% rispetto all’anno precedente) all’esito delle quali sono state eseguite oltre 1.400 perquisizioni (+ 87% rispetto all’anno precedente).

Nel corso del 2021 si è verificato, infatti, un significativo incremento dei casi di sfruttamento sessuale dei minori e di adescamento online: eseguiti 137 arresti (+98% circa rispetto al 2020) e denunciate 1400 persone (+17% rispetto al 2020).

L’ incremento sale al +127% per le persone arrestate e del +295% rispetto ai casi trattati, se confrontiamo i dati prepandemici del 2019

Pe quanto attiene l’attività di prevenzione sono stati analizzati oltre 29.000 siti Internet, 2.539 dei quali, riscontratone il carattere pedopornografico, sono stati oscurati mediante inserimento nella black list istituita ai sensi della L. 38/2006.

C.N.C.P.O. 2020 2021

 

Incremento

 

Casi trattati 3.243 5.515 +70,06%
Persone indagate 1.192 1.400 +17,15%
Arrestati 69 137 +98,55%
Perquisizioni 757 1416 +87,05%
Gb di materiale sequestrato 215.091 280.106 +30,23%

 

Tra le indagini più significative condotte direttamente dal C.N.C.P.O., si segnala una delicata attività svolta nell’ambito delle darknet, che ha consentito di trarre in arresto un libero professionista 50enne, produttore di materiale di pornografia minorile. L’operazione è stata condotta con la cooperazione internazionale di polizia con altre Agenzie investigative estere attivata da Europol. L’uomo abusava in via continuativa di due minori di 6 e 8 anni. Avvalendosi delle sue capacità manipolatorie, era riuscito a carpire l’affetto e la totale fiducia dei bambini e, in soli due anni, ha filmato le violenze ai loro danni per un totale di circa 9.000 video. In virtù della fiducia in lui riposta da parenti e amici, riusciva a ottenere la disponibilità dei minori anche per diversi giorni.

 

Per quanto concerne la Campania i casi trattati in materia di abusi su minori in rete nel 2021 sono 217 (175 nel 2020) e le indagini condotte hanno portato all’arresto di 13 persone (7 nel 2020), alla denuncia di 126 soggetti (134 nel 2020) e a 245 perquisizioni (97 nel 2020). Tra le operazioni più significative, si riportano le seguenti:

 

Nell’ambito di un’operazione finalizzata al contrasto della pedopornografia on line, la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Napoli ha denunciato 5 minori ritenuti responsabili di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. 

L’attività di indagine, coordinata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma – Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) e diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, è scaturita dall’analisi forense effettuata dalla Polizia Postale partenopea sul materiale informatico sequestrato nell’ambito di un’altra indagine da cui è emersa la divulgazione di diverse immagini di natura pedopornografica. 

Gli accertamenti, infatti, facevano emergere lo scambio, da parte degli indagati, tutti minorenni residenti nella provincia di Napoli, di immagini raffiguranti bambini in atti sessuali con adulti, avvenuto attraverso chat di gruppo su Whatsapp,

A seguito delle perquisizioni eseguite presso le abitazioni degli indagati sono stati sequestrati numerosi dispositivi all’interno dei quali sono stati rinvenuti immagini e video relativi ad abusi e violenze su minori.

 

Nell’ambito di un’articolata operazione finalizzata al contrasto della pedopornografia on line, la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Napoli ha denunciato 5 persone ritenute responsabili di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. 

L’attività di indagine, coordinata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma – Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) e diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – IV Sezione – Fasce Deboli, è scaturita in ambito di cooperazione internazionale di polizia da una segnalazione del collaterale canadese per scambio di materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori, avvenuto su una nota App di messaggistica istantanea.

Gli accertamenti esperiti dalla Polizia Postale di Napoli attraverso l’analisi delle tracce informatiche relative alle connessioni di interesse investigativo hanno consentito di identificare i 5 autori dei gravi fatti di reato oggetto di indagine, residenti nelle provincie di Napoli, Roma e Foggia. 

A seguito delle perquisizioni eseguite presso le abitazioni degli indagati sono stati sequestrati numerosi dispositivi all’interno dei quali sono stati rinvenuti immagini e video relativi ad abusi e violenze su minori.

 

Il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Campania ha tratto in arresto un quarantasettenne della provincia di Benevento, resosi responsabile di detenzione di materiale pedopornografico. 

L’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – IV Sezione – Fasce Deboli, è stata avviata a seguito di segnalazione del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia online (C.N.C.P.O.) del Servizio  Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma e ha consentito di ricostruire le condotte criminose poste in essere dall’arrestato che attraverso l’applicazione di messaggistica istantanea KIK ha condiviso file di natura pedopornografica con altri utenti della rete.

Il predetto è stato identificato attraverso l’analisi delle tracce informatiche relative alle connessioni originate dall’utenza telefonica utilizzata e, a seguito della perquisizione eseguita presso la sua abitazione, sono stati sottoposti a sequestro diversi dispositivi a lui in uso sui quali aveva archiviato un’ingente quantità di video e immagini raffiguranti abusi sessuali su minori, anche in tenera età.

 L’arrestato dopo le formalità di rito è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione dell’A.G. competente.

 

All’esito di un’indagine sotto copertura denominata “MEET UP”, svolta dal Compartimento Polizia Postale Piemonte e Valle d’Aosta sulla piattaforma Telegram, la Procura della Repubblica di Torino ha emesso 26 decreti di perquisizione.

L’operazione si è conclusa con 23 denunciati e 3 arrestati. Nell’ambito di tale operazione il Compartimento per la Campania ha eseguito 1 arresto.

 

Nell’ambito dell’operazione “GREEN OCEAN” condotta anche in modalità sotto copertura dal Compartimento di Palermo su canali di file sharing, su piattaforme di chat e nel dark web, la Procura della Repubblica di Palermo ha emesso 34 decreti di perquisizione

L’operazione si è conclusa con 21 denunciati e 13 arrestati. Nell’ambito di tale operazione il Compartimento per la Campania ha eseguito 2 arresti.

 

 

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Nell’ambito dei reati contro la persona commessi attraverso la rete, significativo è l’aumento dei fenomeni di sextortion (+54% rispetto al 2020) e revenge porn (+78% rispetto al 2020) con oltre 500 casi trattati e 190 autori di reato deferiti all’A.G.

Nel complesso per reati contro la persona commessi sul web, sono stati denunciati oltre 1.400 soggetti.

 

  2020 2021 Incremento
       
Stalking 143 176 +23%
Revenge Porn 126 225 +78%
Sextortion 636 984 +54%

 

Per quanto concerne la Campania, nel 2021 sono stati trattati 1942 casi di reati contro la persona (1519 nel 2020), dei quali 165 riconducibili alla fattispecie della sextortion (98 nel 2020), 23 allo stalking online (12 nel 2020) e 47 al revenge porn (26 nel 2020). Le indagini hanno condotto all’arresto di 9 persone (1 nel 2020), alla denuncia di 63 soggetti (51 nel 2020) e a 21 perquisizioni (10 nel 2020).

 

Sono state eseguite il 10 settembre 2021, dalla Sezione di Salerno della Polizia Postale e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica per i Minorenni di Salerno, due ordinanze cautelari, con le quali il Giudice per le indagini preliminari, su richiesta del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno ha disposto la misura coercitiva del “collocamento in comunità” nei confronti di due diciassettenni residenti a Salerno.

I provvedimenti attengono ad un episodio di revenge porn e a condotte di detenzione, diffusione e commercializzazione di materiale pedopornografico.

Il primo inquisito, infatti, ha trasmesso mediante WhatsApp dei video, destinati a rimanere privati, a contenuto sessualmente esplicito riproducenti la sua ex fidanzata con il chiaro intento di arrecarle nocumento. 

Il secondo, dopo aver ricevuto i video, pubblicizzava la detenzione di tale materia pedopornografico, li diffondeva, li divulgava e li commercializzava, mediante baratto, su gruppi Telegram e WhatsApp.

Le analisi informatiche, condotte dal personale specializzato della Polizia Postale, degli apparati cellulari consentivano di rinvenire le conversazioni sulle applicazioni di messaggistica e un’ingente quantità di materiale pedopornografico.

Numerosi, infatti, sono i files video e fotografici detenuti che ritraggono ragazze minorenni salernitane in atteggiamenti intimi, prodotti probabilmente mediante sexting, e acquisiti dal secondo arrestato anche attraverso lo scambio-baratto.

Particolarmente raccapricciante l’annuncio pubblicitario rintracciato: “scambio foto della mia ex per pedo” corredato da una immagine intima di una minore salernitana, particolarmente preoccupante l’atteggiamento assunto dai giovani inquisiti, che hanno “una visione della donna come un oggetto utile esclusivamente alla soddisfazione delle proprie voglie o di quelle di altri soggetti” che sfruttano le relazioni affettive e, compiacendosi per le proprie gesta, pubblicizzano e commercializzano il materiale posseduto.

L’operazione di polizia giudiziaria ha messo in luce le gravi conseguenze derivanti da una pratica ormai diffusa tra i giovanissimi denominata appunto sexting: la diffusione delle immagini intime delle donne, l’impossibilità di impedirne la circolazione virale delle stesse nel proprio contesto sociale, con conseguente umiliazione e isolamento delle vittime.

A nulla sono valse, infatti, le richieste di bloccare la circolazione dei video da parte della vittima, che, come si legge nelle chat rinvenute dalla Polizia Postale, si rammarica di aver inviato propri video intimi credendo nell’amore e nel rispetto del proprio partner. 

 

La Polizia Postale e delle Comunicazioni di Caserta ha eseguito, nei giorni scorsi, la misura cautelare del collocamento in comunità emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Napoli nei confronti di un diciassettenne residente in provincia di Caserta.

Il minore, da anni, si rendeva responsabile di atti persecutori nei confronti della ex fidanzatina 16enne, che soltanto di recente ha trovato il coraggio di denunciare alla polizia lo stalking subito.

Già durante i 4 anni di relazione la ragazza era oggetto di continue minacce e ricatti legati alla morbosa gelosia del giovane, il quale, dopo la fine del rapporto, con il chiaro intento di umiliare la ex fidanzata, per vendetta ha diffuso sui social le foto intime, che la ritraevano in pose sessualmente esplicite, acquisite nel corso della relazione, inviandole anche all’attuale partner della vittima. 

L’esecuzione della misura cautelare ha finalmente interrotto una condotta persecutoria che negli ultimi anni ha fortemente condizionato la vita quotidiana della giovane vittima, costringendola a cambiare le proprie abitudini e determinandone un costante stato di ansia e paura.

 

Nella mattinata di venerdì 30/04/2021 è stata eseguita dalla Sezione di Caserta del Compartimento Polizia Postale Campania un’ordinanza cautelare con la quale il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni di Napoli ha disposto la misura coercitiva del collocamento in comunità nei confronti di un diciassettenne residente nella provincia di Caserta.

Il provvedimento è stato adottato sulla base dei riscontri acquisiti a seguito della denuncia presentata dalla vittima sedicenne che, dopo anni di vessazioni, ha trovato il coraggio di denunciare alla Polizia Postale la lunga serie di atti persecutori subiti dall’ex fidanzato.

Durante la relazione durata 4 anni, infatti, la vittima è stata oggetto di continue minacce e ricatti legati alla morbosa gelosia del giovane indagato. Appena dopo la fine della relazione sentimentale, lo stesso, con il chiaro intento di umiliare la ex fidanzata ha divulgato sui social delle foto, acquisite durante la relazione, che la ritraevano in pose sessualmente esplicite. Da ultimo, per danneggiare la nuova relazione intrapresa nel frattempo dalla vittima ha inviato le medesime immagini anche al nuovo fidanzato. 

L’esecuzione della misura cautelare, quindi, ha finalmente interrotto una condotta persecutoria che negli ultimi anni ha fortemente condizionato la quotidianità della giovane vittima facendola vivere in uno stato emotivo di intensa ansia e paura.

 

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni,  la Squadra Mobile di Salerno, la Sezione di Polizia Giudiziaria e la Polizia Postale di Salerno hanno dato esecuzione a 15 ordinanze di custodia cautelare a carico di minori, delle quali 10 provvedimenti di custodia  presso Istituto Penitenziario  Minorile  ed altre 5 di collocamento in comunità disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno per i gravi fatti relativi ad una violenta rissa che si sviluppava, in data 15 maggio 2021, a lungo ed in più luoghi, per tutto il centro nel centro della città di Salerno, durante un classico sabato della “movida” giovanile. I fatti per la loro ampiezza e gravità mettevano a repentaglio la stessa incolumità delle moltissime persone che quel giorno, pacificamente, affollavano le strade cittadine.  La grave vicenda oggetto d’indagine, in particolare,  riguardava lo scontro tra due opposti gruppi di giovani che si erano affrontati colpendosi anche con bastoni, mazze, tirapugni e coltelli tanto che due dei corrissanti venivano attinti da fendenti in prossimità di organi vitali.
A seguito di laboriose indagini svolte dai suddetti organi di p.g., attraverso la capillare visione delle immagini videoregistrate da  telecamere installate presso alcuni esercizi commerciali presenti nelle aree in cui si erano verificati i fatti, si risaliva all’identità di alcuni dei ragazzi, tratti in arresto,  coinvolti nella violenta rissa. A seguito di tali accertamenti, venivano disposte, nei confronti di tali minori, perquisizioni domiciliari, nel corso delle quali venivano reperiti e sequestrati, a riscontro delle prime risultanze, alcuni indumenti del tutto coincidenti con quelli visibili dai filmati che avevano ripreso alcune fasi della rissa, nonché alcuni strumenti atti ad offendere.

Inoltre si procedeva al sequestro di alcuni telefoni cellulari in uso ai suddetti minori.  E grazie alla attività investigativa effettuata proprio sul contenuto di tali apparecchi, si è giunti alla compiuta identificazione dei 15 giovani oggi tratti in arresto, alla ricostruzione dei fatti e delle cause che hanno fatto scatenare la furia dei due opposti gruppi.

In particolare, emergeva che la violenta rissa del 15 maggio trovava spiegazione in un’acerrima rivalità tra due opposti gruppi di giovani che da tempo si fronteggiano nella città di Salerno al fine di affermare secondo logiche tipiche da “gang” il proprio predominio sul territorio.
Così, su richiesta di questa Procura, il Giudice, ritenuta la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in relazione alle  imputazioni di  rissa aggravata per tutti i 15 indagati,  e tentativo di omicidio per 10 di loro,  ha adottato le misure cautelari oggi eseguite, con la precipua finalità  di salvaguardare l’esigenza di tutela della collettività, impedendo, con le restrizioni alla libertà personale dei giovani indagati,  la reiterazione di fatti  analoghi, trattandosi, come si è detto, non solo di un  fenomeno oramai sempre più radicato nella realtà del Distretto,  ma reso ancora più allarmante dalla volontà di vendetta da parte dei corrissanti emersa dalle indagini, con il conseguente rischio  di incontrollabili  e violente reazioni a catena.

 

La Sezione di Salerno della Polizia Postale e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica per i minorenni di Salerno hanno eseguito un’ordinanza cautelare, con la quale il Giudice per le indagini preliminari, su richiesta del PM, ha disposto la misura coercitiva del “collocamento in comunità” nei confronti di un diciassettenne residente nella Provincia di Salerno.

Il provvedimento attiene ad un episodio di revenge porn – ovvero ad una condotta, prevista dall’art. 612-ter del codice penale, di abuso sessuale basato sulla diffusione di immagini intime distribuite senza il consenso della persona ritratta – verificatosi alcuni giorni orsono in un piccolo centro del salernitano. Per motivi legati ad una abietta gelosia, il giovane inquisito, con il chiaro intento di umiliare e svergognare la ex fidanzata tredicenne, ha tappezzato le strade del paese in cui la minore risiede con manifesti riproducenti l’immagine della ragazza, colta in una posa sessualmente esplicita, corredata da un’offerta di prestazioni sessuali a pagamento.

Il provvedimento cautelare, nel quale si dà atto anche del sequestro di materiale pedopornografico effettuato dalla Sezione di Salerno del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Campania a seguito della perquisizione domiciliare e informatica operata presso l’abitazione dell’indagato, è stato emesso dal Tribunale per i minorenni l’8 marzo ovvero nel giorno dedicato internazionalmente alla donna. Quasi un simbolo, considerato che l’atto di revenge porn rappresenta una tipica forma di vendetta maschile, attraverso la quale l’uomo, pubblicando foto intime della ex partner, riafferma la propria “superiorità” di genere, recuperando, attraverso la “punizione”, quel potere che avverte di aver perso, il più delle volte, allorquando subisce la decisione di chiusura della relazione sentimentale.

 

 

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Le indagini riguardanti il fenomeno delle truffe online in materia di e-commerce ovvero nell’ambito di piattaforme per l’offerta di beni e servizi, hanno consentito l’individuazione di oltre 3.200 presunti autori deferiti all’A.G.

 

Per quanto concerne la Campania nel 2021 sono stati trattati 1311 casi di truffe e-commerce (2642 nel 2020). Le indagini hanno condotto all’arresto di 1 persona, alla denuncia di 169 soggetti (2 nel 2020) e a 47 perquisizioni (6 nel 2020).

 

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Per quanto riguarda il settore della cybersicurezza ed in particolare la protezione delle Infrastrutture Critiche, nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto ad attacchi e minacce aventi per obiettivo le infrastrutture sensibili di interesse nazionale (pubbliche e private), il C.N.A.I.P.I.C. – nell’ambito del complessivo Sistema Informativo Nazionale per il Contrasto al Cyber Crime[1], ha gestito:

  • 434 attacchi informatici significativi nei confronti di servizi informatici relativi a sistemi istituzionali, infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale, infrastrutture sensibili di interesse regionale, grandi imprese;
  • ha diramato524 alert di sicurezza riferibili a minacce per sistemi informatici/telematici oggetto di tutela del Centro;
  • ha ricevuto 60 richieste di cooperazione, gestite dall’Ufficio del punto di contatto HTC Emergency presente all’interno del CNAIPIC nell’ambito della Rete 24-7 “High Tech Crime” del G7.

Le attività investigative avviate dal Centro e dai Compartimenti, hanno portato al deferimento di complessive 187 persone per accesso abusivo e danneggiamento di sistemi informatici afferenti sistemi critici ovvero servizi essenziali, diffusione di malware, trattamento illecito di dati su larga scala.

L’azione della Polizia Postale si è diretta alla prevenzione e contrasto alle violazioni dei sistemi informatici critici e in maniera massiva alla lotta alle falsificazioni e commercializzazioni di certificati Green Pass illegali, sia sul clear che sul dark web.

L’azione della Polizia Postale si è diretta, ad ampio spettro:

  1. a) al contrasto ai fenomeni di sottrazione illecita, dai sistemi critici, di interi archivi contenenti centinaia di green pass appartenenti a cittadini italiani, certificati che venivano rivenduti o addirittura posti a disposizione del pubblico su piattaforme di file-sharing per lo scaricamento gratuito, al fine di un successivo utilizzo illecito da parte degli acquirenti;

 

  1. b) al contrasto ai fenomeni di truffa, basati sulla pubblicazione, su darkweb e canali social, di annunci fraudolenti in cui sedicenti falsari, al solo scopo di adescare le proprie vittime convincendole a rivelare i propri dati personali e a disporre pagamenti anticipati, si dichiarano in grado di fabbricare falsi green pass.
  2. c) Al contrasto ai fenomeni di intrusione informatica nei sistemi sanitari regionali, allo scopo di poter inserire dati relativi a vaccinazioni e tamponi mai eseguiti, finalizzati ad ottenere il rilascio di certificati green pass.

Per quanto concerne la Campania, il Compartimento Polizia delle Comunicazioni ha trattato 629 casi di hacking (552 nel 2020). Le indagini hanno portato alla denuncia di 107 persone (164 nel 2020) e a 92 perquisizioni (44 nel 2020).

Nel mese di dicembre 2021 è stata condotta una vasta operazione –  la più avanzata sinora realizzata nel settore – dal Compartimento Polizia Postale della Campania, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, relativa alla messa in commercio di certificazioni Green Pass radicalmente false, ma in grado di resistere anche ai controlli possibili mediante l’apposita app di verifica, generate mediante furto delle credenziali dei farmacisti e successivo accesso illegale ai sistemi sanitari regionali di Campania, Lazio, Puglia, Lombardia, Calabria e Veneto.

Le credenziali di accesso erano carpite alle farmacie mediante sofisticate tecniche di phishing, attraverso email che simulavano la provenienza dal sistema sanitario, e che inducevano le vittime a collegarsi ad un sito web, anch’esso falso, perfettamente identico a quello della sanità regionale, in grado di sottrarre le preziose credenziali.

In altri casi, i falsi green pass risultavano prodotti ricorrendo a servizi di chiamata VoIP internazionali, capaci di camuffare il vero numero di telefono del chiamante e simulare quello del sistema sanitario regionale, attraverso cui gli hacker si spacciavano per agenti del supporto tecnico della Regione interessata ed inducevano il farmacista ad installare nel proprio sistema un insidioso software che consentiva di assumere il controllo da remoto del computer e rubare così le credenziali di accesso ai sistemi informativi regionali.

Le indagini – consistite nell’analisi dei dati di connessione, di tabulati telefonici, delle caselle email e delle altre tracce lasciate dai traffici illeciti – hanno consentito di verificare che le tecniche criminose appena indicate sono state messe in campo anche per produrre i cd. Super green pass, a fronte di vaccini mai effettuati.

120 falsi green pass sono stati sinora localizzati nelle province di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta, Salerno, Bolzano, Como, Grosseto, Messina, Milano, Monza-Brianza, Reggio Calabria, Roma e Trento, ma sono in corso accertamenti finalizzati a definire il numero reale, che si stima essere assai più ampio, di coloro che si sono rivolti nel tempo all’organizzazione criminale oggetto delle indagini per sfruttarne gli illeciti servizi.

Le perquisizioni, operate dai vari Reparti della Polizia Postale e delle Comunicazioni interessati sul territorio nazionale hanno riguardato le 15 persone già sottoposte ad indagini, quali ipotetici appartenenti all’associazione criminosa che risulta aver assicurato la regia degli accessi abusivi ai sistemi informatici e delle conseguenti falsificazioni, nonché 67 dei loro clienti. Con la collaborazione del Ministero della Salute, i falsi green pass individuati sono stati disabilitati, in modo da impedirne ogni ulteriore utilizzo.

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Nel settore del financial cybercrime, si registrano per il 2021 ben 126 attacchi informatici ai sistemi finanziari di grandi e medie imprese, per un ammontare complessivo di oltre 36 milioni di euro sottratti illecitamente mediante complesse frodi telematiche, 17 milioni dei quali recuperati a seguito dell’attivazione tempestiva della Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Gli attacchi al mondo dell’impresa, mediante frodi basate su tecniche di social engineering risultano particolarmente condizionati dalla pandemia in corso, soprattutto per l’utilizzo diffuso di sistemi di comunicazione  per la gestione economica da remoto, conseguenti all’adozione su larga scala di processi di smart-working.

In merito ai fenomeni di phishing, smishing e vishing, tecniche utilizzate per carpire illecitamente dati personali e bancari, si rileva il sensibile aumento dei casi trattati dalla Specialità (+27%) per un totale oltre 18.000 casi trattati di furto di credenziali per accesso ai sistemi di home banking, di numeri di carte di credito, di chiavi private di wallet di cryptovalute a fronte dei quali sono state deferite all’A.G. 781 persone.

Per quanto concerne la Campania, nel 2021 sono stati trattati 1723 casi riconducibili al financial cybercrime (1159 nel 2020). Le indagini hanno condotto all’arresto di 9 persone (1 nel 2020), alla denuncia di 163 soggetti (31 nel 2020) e a 60 perquisizioni (56 nel 2020).

Tra le operazioni più significative, si segnala la seguente:

 

La Polizia Postale di Napoli e il Commissariato di P.S. “Torre del Greco”, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata (NA) hanno eseguito sette misure restrittive della misura cautelare in carcere emesse dal GIP nei confronti di soggetti campani appartenenti ad un sodalizio criminale sedente sul territorio di Torre del Greco (NA) ed operante sia sul territorio Campano (province di Napoli e Caserta) che in Roma, dediti alla commissione reiterata di prelievi fraudolenti di denaro contante presso sportelli ATM in danno di numerosi correntisti di un istituto bancario.

L’attività di indagine ha preso avvio da un controllo su strada effettuato nei confronti di un indagato trovato in possesso di un gioiello di valore, acquistato online con i proventi di una frode perpetrata attraverso l’utilizzo indebito dei codici della carta di credito di un ignaro correntista, che disconosceva l’operazione.

La complessa attività di indagine condotta da personale della Polizia di Stato del locale Commissariato e dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Napoli, unitamente alla Sezione di Polizia Giudiziaria presso l’ufficio inquirente, all’esito anche di approfonditi accertamenti tecnici, ha permesso di ricostruire uno scenario ben più esteso che, attraverso lo scambio informativo e di coordinamento del Centro Nazionale Anticrimine informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche – CNAIPIC, ha consentito di individuare diverse vittime sull’intero territorio nazionale oltre a ricostruire le raffinate tecniche di truffa poste in essere dai sodali attraverso artifizi e raggiri volti proprio a carpire i dati d’accesso alle App di home-banking per accedere e sottrarre il credito giacente.

Il gruppo criminale, attraverso una stabile organizzazione riusciva a procurarsi liste di numeri telefonici di ignari destinatari della frode online – phishing, per poi inviare agli stessi sms (smishing il fenomeno tecnico) e far seguire una telefonata da falsi operatori bancari, con chiamate provenienti apparentemente dal Numero Verde / Servizi Bancari, contenenti avvisi di accesso anomalo e l’invito a collegarsi velocemente, per poter risolvere la problematica, attraverso una semplice digitazione di un falso link presente nel testo, che poi reindirizzava la vittima ad una falsa pagina appositamente creata, del tutto identica a quella dell’istituto bancario, per carpire le credenziali di accesso al conto come accertato dai tecnici della Polizia delle Comunicazioni. 

La truffa si concludeva poi attraverso i complici che procedevano agli incassi fraudolenti con ingenti prelievi di somme di denaro presso ATM abilitati all’incasso con modalità cardless.

L’attività di indagine ha consentito di accertare il compimento di 93 frodi, di ricostruire l’importo del danno complessivo perpetrato alle vittime identificate pari ad euro 94.000,00.

L’attività si concludeva con l’esecuzione di nr. 7 misure di custodia cautelare in carcere messi dal GIP di Torre Annunziata (NA) la Polizia di Stato, con diversi sequestri ha recuperato la somma di euro 75.000,00.

 

 

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Nell’ambito del contrasto al fenomeno del c.d. cyberterrorismo, ed in generale dell’estremismo in rete, gli investigatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno concorso alla prevenzione ed al contrasto dei fenomeni di eversione e terrorismo, sia a livello nazionale che internazionale, posti in essere attraverso l’utilizzo di strumenti informatici e di comunicazione telematica. L’attività, funzionale al contrasto del proselitismo e alla prevenzione dei fenomeni di radicalizzazione estremista religiosa e dell’eversione di estrema destra e antagonista, ha permesso di sviluppare una dedicata attività informativa in contesti di interesse, per oltre 117.000 spazi web oggetto di approfondimento investigativo.

Tra questi 1.095 sono risultati caratterizzati da contenuti illeciti, che hanno determinato in 471 casi l’oscuramento della risorsa digitale.

Con riferimento alle attività investigative di settore, denunciati 39 soggetti ritenuti responsabili di attività di propaganda jihadista, ovvero legati all’estremismo di destra o a movimenti anarchici, mentre nell’ambito dei movimenti  afferenti la complessa galassia dei movimenti NO-VAX e NO GREENPASS sono state denunciate 101 persone[2].

In ambito di collaborazione internazionale, proprio al fine di contrastare la diffusione dal web di contenuti terroristici online legati all’estremismo di destra, lo scorso 27 maggio l’Unità EU-IRU di Europol ha promosso un Referral Action Day con l’obiettivo di rimuovere dai Social Network, siti web, blog, forum etc., materiale online riportante loghi di gruppi, manifesti, manuali, tutorial, media file prodotti e disseminati da organizzazioni di estrema destra, ovvero relativo a precedenti attacchi terroristici connotati dalla medesima ideologia.

Nel dettaglio, all’esito dei lavori, ai quali hanno partecipato operatori della Specialità ed operatori di polizia di altri 27 Stati, sono state segnalate 1038 URL ai Provider al fine di ottenerne l’oscuramento; in particolare, l’Italia ha segnalato 77 URL tra cui profili social di Facebook, Twitter e VKontacte, nonché una serie di account e canali Telegram.

La grave emergenza socio-sanitaria, tuttora in corso, accompagnata dalle restrizioni introdotte dai decreti governativi per contrastare la diffusione del virus Covid-19, ha infine orientato una specifica attività di monitoraggio informativo dei canali e gruppi all’interno delle varie piattaforme di comunicazione online, per l’individuazione precoce di eventi ovvero manifestazioni di piazza non autorizzate: oltre 300 i canali su piattaforme di messaggistica e gli spazi web oggetto di monitoraggio.

 

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Di rilievo infine l’attività sviluppata dagli Uffici di Specialità per la tutela e la sicurezza dei servizi postali, nell’ambito della convenzione con il partner Poste Italiane: oltre 6400 le pattuglie impiegate nel corso dell’anno a tutela dei servizi erogati da Poste Italiane per oltre 46.000 controlli. Attività che hanno portato al deferimento di 229 persone (+394% rispetto all’anno precedente) per c.d. “reati postali[3]”.

Per quanto concerne la Campania, sono stati trattati 195 casi riconducibili ai reati postali (94 nel 2020). Le indagini hanno condotto alla denuncia di 7 persone (1 nel 2020).

 

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Nell’anno in esame, il portale del Commissariato di P.S. online si è confermato quale punto di riferimento specializzato per la ricerca di informazioni, consigli, suggerimenti di carattere generale per la sicurezza in rete, rafforzandosi ulteriormente in termini di popolarità con 52.000.000 di accessi.

La struttura operativa che gestisce il portale ha trattato oltre 28.000 richieste di informazioni, ricevuto 114.000 segnalazioni dai cittadini (+103% rispetto all’anno precedente).

Grazie alle segnalazioni pervenute al Commissariato di P.S. online, sono stati 70 gli interventi per casi di suicidio annunciati in rete da parte di utenti individuati in emergenza dal personale specializzato, a seguito dello sviluppo di attività di indagine  informatica.

 

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Nell’ambito delle campagne di sensibilizzazione e prevenzione sui rischi e pericoli connessi all’utilizzo della rete internet, rivolte soprattutto ai giovani, la Specialità ha promosso la XI edizione del progetto “Una Vita da Social”, campagna itinerante grazie alla quale sino ad oggi sono stati raggiunti oltre 2milioni e 600mila studenti sia nelle piazze che nelle scuole, 225.000 genitori, 132.000 insegnanti per un totale di 19.500 Istituti scolastici e 400 città raggiunti sul territorio nazionale.

Nel corso del lockdown l’attività di sensibilizzazione e prevenzione nelle scuole è proseguita attraverso piattaforme di video conferenze coinvolgendo oltre 371.000 studenti, più di 5.000 insegnanti, per un totale di 3.069 Istituti scolastici coinvolti.

Per quanto concerne la Campania, nel 2021 le attività di prevenzione in ambito scolastico hanno interessato 8.163 studenti, 902 docenti, 707 genitori e 62 istituti scolastici di vario ordine e grado.

La Polizia Postale della Campania ha, inoltre, partecipato a numerosi eventi culturali, informativi e divulgativi, nell’ambito dei quali spiccano per importanza il “Giffoni Film Festival edizione 2021” e le conferenze/convegni presso la Scuola di giornalismo investigativo presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, l’Università di Salerno – Facoltà di Giurisprudenza, il Lion Club di Avellino, Croce Rossa di Napoli e l’Associazione Nazionale Familiaristi Italiani di Caserta.

Si segnalano, infine, gli interventi formativi effettuati dalla Polizia Postale per la Campania presso enti pubblici e privati (Prefetture, Comuni, associazioni culturali, ONLUS e ordini professionali).

 

In tale contesto, tra le varie attività di contrasto poste in essere dalla Specialità si segnala, ad esempio, l’attività investigativa avviata condotte dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano e dalla locale D.I.G.O.S. e coordinata dalla Sezione Distrettuale Antiterrorismo della Procura di Milano, che ha portato, lo scorso 9 settembre 2021, all’esecuzione di 8 decreti di perquisizione delegata nei confronti di altrettanti soggetti indagati per istigazione a delinquere aggravata che figuravano tra i membri attivi di un gruppo Telegram denominato “I guerrieri” nel quale venivano progettate azioni violente da realizzare – anche con l’uso di armi ed esplosivi fai da te – in occasione delle manifestazioni “no green pass” organizzate su tutto il territorio nazionale.

Ed ancora, a titolo esemplificativo, si segnala l’ulteriore attività avviata dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Torino, unitamente alla locale DIGOS, nei confronti degli attivisti NO Vax/NO GreenPass che ha portato all’esecuzione nella mattinata del 15 novembre 2021 di 17 decreti di perquisizione a carico dei soggetti più radicali affiliati al noto canale Telegram “Basta Dittatura”, uno degli spazi web di maggiore riferimento nella galassia dei negazionisti del COVID 19.

Tra le molteplici attività investigative in tale contesto, appare opportuno segnalare anche quella avviata dal Compartimento Polizia Postale di Genova, che ha portato all’esecuzione di ventiquattro perquisizioni nell’ambito di una vasta operazione, coordinata dalla DDA della Procura della Repubblica di Genova, tesa ad individuare i vertici e le figure intermedie di un’associazione segreta NO VAX/NO GREEN PASS i cui appartenenti operavano prendevano il nome di Guerrieri ViVi, all’interno di canali Telegram segreti, compiendo attività illecite pianificate da un numero ristretto di individui.

Ed ancora, a seguito dei fatti avvenuti nella Capitale il 9 ottobre u.s., con l’attacco alla sede della CGIL in Roma nel corso di una manifestazione NO-VAX/NO GREEN PASS, grazie al monitoraggio effettuato dal Servizio polizia Postale e dalla DIGOS di Roma, è stato accertato che attraverso il sito ufficiale di Forza Nuova, venivano diffusi, da parte dei componenti dello Staff e della Redazione del movimento, numerosi comunicati e dichiarazioni volte ad incitare alla violenza contro le Istituzioni e, pertanto, si è proceduto ad informare la competente A.G., che ha ritenuto di emettere un decreto di sequestro preventivo del sito www.forzanuova.eu.

Tale provvedimento è stato eseguito in data 11 ottobre u.s. dal personale della Specialità, tramite la sostituzione della homepage con un’apposita “stop page”.