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In sala il Colonnello dei Carabinieri Gianmarco Sottili, il Colonnello della Guardia di Finanza Mario Imparato, il Prefetto Ennio Blasco, il Questore Antonio de Iesu,il capitano Gabriele Papa, Nicola Moretti, Roberto Castelluccio, Ernesto Di Cecilia.
I giovani, le proteste contro la riforma scolastica, le presunte strumentalizzazioni, l’uso e l’abuso di alcol, la mancanza di lavoro, le ambizioni e la resa. Tutto in una sola sera.
“La manifestazione del Pd del 25 ottobre – ha esordito Rotondi – è stata convocata prima della riforma Gelmini ma è cascata a fagiolo nel piatto di Veltroni. Al capo dell’opposizione sono legato da una personale amicizia, è stato lui a chiudere la festa della Dc a Saint Vincent quindi lungi da me la volontà di fare polemica. Resta il fatto che a mio avviso ha sbagliato tutto. In campagna elettorale ha trasmesso un messaggio virtuoso: riformare la politica insieme a Berlusconi. Hanno proposto all’Italia due partiti all’insegna di un governo di collaborazione. Da una parte il Pdl che ha assorbito tanti partiti. Qualcuno ha deciso di prenderne parte, altri sono usciti. Casini, tanto per fare un esempio. Berlusconi ha rischiato. Veltroni no. Ha fatto un’alleanza con Di Pietro, se l’è annesso perché ‘ci prendeva’ ma i ristoranti che servono sia carne che pesce non vanno. Così Di Pietro ha messo Veltroni alla berlina e lui ha pensato di tornare indietro, mettere una pezza come si suol dire. Il risultato è che il governo non ha un’opposizione che offra una valida alternativa. Ci sono quattro opposizioni: Di Pietro, Veltroni, Casini e la Sinistra. Berlusconi può dire al Paese ‘io governo perché ho i voti’ ma considerate pure che dall’altra parte non c’è niente”.