Moschiano, lettera dimissioni: archiviate le accuse all’ ex sindaco Addeo e due candidati

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MOSCHIANO- La lettera di dimissioni dell’ex sindaco Rosario Addeo e di due candidati nella sua lista, che avevano scelto per protesta di non partecipare al consiglio comunale eletto nel giugno 2024 insieme a tutti gli altri candidati non fu né diffamatoria ne’ calunniosa nei confronti degli attuali amministratori, ma rientrava nell’alveo di una seppure aspra critica politica in un piccolo centro come quello di Moschiano. Lo ha stabilito il Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza, rigettato l’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal sindaco di Moschiano Sergio Pacia e altri consiglieri comunali.
LA VICENDA
Tutto nasce dalla denuncia presentata il 12 luglio 2024 dai consiglieri di maggioranza del Comune di Moschiano Pacia Sergio, Pacia Andrea, Moschiano Carmine, Aiello Luigi, Aschettino Carmine, Di Gennaro Giovanni, Mazzocca Mario (eletti nella lista “Uniti per Moschiano” nel.corso della tornata elettorale dell’8-9 giugno 2024) che avevano rappresentato come l’ex sindaco Rosario Addeo, Santaniello Fioravante e Manfredi Aniello neoeletti consiglieri di minoranza, con distinte comunicazioni delle dimissioni protocollate tutte nel mese di giugno 2024, avevano ad assumere la carica elettiva giacché, come riportato: “…non vi sono – e lo segnalo con
estremo rammarico- le condizioni minime di agibilità democratica, con conseguent
grave pregiudizio per l’imparzialità ed il buon andamento dell’Amministrazione (art.
97 Cost.) e grave lesione delle libertà fondamentali dell’individuo garantite dalla
vigente Carta Costituzionale, in quanto l’esito delle consultazioni elettorali ultime, al.contrario, è risultato gravemente condizionato da condotte, rilevanti, verosimilmente,anche ai sensi della legge penale e, salvo altre disposizioni, ai sensi e per gli effetti.dell’art. 86, D.P.R. 16 maggio 1960, n. 570, comeampiamentedenunciato all’Autorità Giudiziario nelle sedi opportune”. Per questo avevano chiesto la condanna per diffamazione a mezzo stampa e calunnia.
LA PROCURA: ARCHIVIATE LE ACCUSE
La Procura della Repubblica di Avellino, nel dicembre del 2024 aveva firmato una richiesta di archiviazione dalle accuse per i tre indagati, visto che dal contenuto della lettera di dimissioni emerge che indagati motivano la loro scelta con ragioni essenzialmente di tipo politico non esternando alcuna espressione che possa ritenersi lesiva dell’onore e/o del decoro degli opponenti.
UDIENZA E ARCHIVIAZIONE : CRITICA POLITICA
Avverso alla richiesta di archiviazione della Procura il sindaco e i consiglieri di maggioranza avevano proposto opposizione, chiedendo nuove indagini. Una richiesta discussa nell’ udienza davanti al Gip questa mattina. Gli opponenti, il sindaco Sergio Pacia e i consiglieri comunali erano rappresentati dal penalista Walter Mancuso, i tre indagati per diffamazione e calunnia, Rosario Addeo, Fioravante Santaniello e Aniello Manfredi dagli avvocati Giacomo Sorrentino, Raffaele Bizzarro e Annibale Schettino. Al termine dell’udienza il Gip ha condiviso la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura: “va evidenziato che il contenuto delle lettere di dimissioni de quibus- ha scritto il Gip Sicuranza- si inserisce di certo in un acceso clima di contrapposizione politica, tanto più palpabile quanto più (a volte) sono ristrette le comunità coinvolte (quello di Moschiano risulta essere un piccolo Comune di poco più di 1.500 residenti, come emerge consultando le.c.d. fonti aperte sul web).L’utilizzo di avverbi del tipo verosimilmente esclude la ravvisabilità dell’animus diffamandi vel calunniandi che, sebbene non richiesto espressamente per la configurabilità dei delitti iscritti dal P.M., ha indubbiamente la sua rilevanza nell’ambito di un acceso clima politico, avendo peraltro affermato la Suprema Corte (proprio in un’ipotesi di conflittualità tra organi elettivi comunali) che “In tema di diffamazione a mezzo stampa, il rispetto della verità del fatto assume in riferimento all’esercizio del diritto di critica politica un limitato rilievo necessariamente affievolito rispetto alla diversa incidenza sul versante del diritto di cronaca, in quanto la critica, quale.espressione di opinione meramente soggettiva, ha per sua natura carattere congetturale, che non può, per definizione, pretendersi rigorosamente obiettiva ed asettica” (già Cass. pen., sez. 5, n. 49570 del 23.9.14, Rv. 261340)”. Per cui, stando a quanto si legge nel provvedimento: “Gli indagati, essendosi ancora limitati a rappresentare, nella loro veste politica, le congetture esposte coevamente alle dimissioni all’Autorità Giudiziaria con la denuncia che dava stura al p.p. n. 2930/24 R.G.N.R., non possono pertanto ritenersi responsabili neanche del delitto di cui all’art. 368 c.p., e ciò in ragione dell’evidente difetto dell’elemento psicologico del reato, dovendo valere anche in relazione ad esso quanto affermato, sul piano soggettivo, in relazione al delitto di cui all’art. 595 c.p.”. AERRE