Avellino – Le nuove frontiere della bioetica sono state al centro del convegno che si è svolto questa mattina al centro sociale “Samantha della Porta” di Avellino. L’incontro rientra tra le attività didattiche sviluppate dal liceo scientifico “Pasquale Stanislao Mancini” per sensibilizzare gli studenti verso un tema diventato di assoluta attualità negli ultimi anni, caratterizzati dalla crescente attenzione della comunità scientifica nei confronti delle nuove tecniche legate alla riproduzione, alla cura di alcune malattie genetiche e all’eutanasia. Venti anni fa il premio Nobel Renato Dulbecco fu il primo al mondo a anticipare che la mappatura e il sequenziamento del genoma umano avrebbero cambiato il senso della vita e da quel momento in poi la comunità scientifica internazionale sta lavorando per approfondire la conoscenza del patrimonio genetico, ponendosi al confine tra la scienza e la morale. L’argomento è stato introdotto dal dirigente del liceo, Giuseppe Gesa, che ha invitato gli alunni a tenere a riferimento i valori della vita e della famiglia nelle relazioni sociali, dentro e fuori dalla famiglia di origine. Aniello Montano, docente di storia e filosofia presso l’Università di Salerno ha relazionato intorno al tema della procreazione umana medicalmente assistita, mentre i confini tra scienza e morale sono stati illustrati da Maria Grazia Fasoli, responsabile nazionale del coordinamento donne Acli. Le docenti del liceo “Mancini”, Ermelinda Criscitiello e Filomena Aiello hanno approfondito i temi dell’educazione e della formazione dei giovani in età adolescenziale. Il convegno è stato moderato da Matilde Spiniello, docente presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. In apertura dei lavori è intervenuto Roberto Landolfi, direttore generale Asl Avellino 2.
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