Morti bianche: troppi infortuni sul lavoro, allarme sicurezza

0
10

Morti bianche: si chiude, insieme al vecchio 2006, il capitolo triste e drammatico di una Irpinia logorata dagli infortuni sul lavoro. Incidenti causati in qualche caso dalla carenza e dall’inosservanza delle norme in materia di sicurezza. Quando il lavoro diventa pericolo. Quando la necessità di guadagno non è corrisposta dall’obbligo di tutela. Quando un imprevisto si trasforma in tragedia. Quando l’uomo perde il diritto alla vita per onorare quello al lavoro. Un elenco davvero troppo alto di vite spezzate. Il 3 novembre a Teora vittima del tragico incidente Mauro Viviani, 45enne del posto, schiacciato dal muletto di cui era alla guida. Il 6 agosto il 38enne Generoso Iandolo, del Corpo dei Vigili del Fuoco, durante il servizio presso il distaccamento di Montella rimane schiacciato da un’autobotte, tra la portiera ed il muro che costeggia la Caserma. Rimasto in vita nonostante le gravissime condizioni e l’amputazione degli arti inferiori, dopo mesi di agonia e il trasferimento presso il centro specializzato di Genova, muore il 7 settembre. Il 20 maggio a Montella simile la tragedia toccata ad Alessandro Di Genua, operaio edile 66enne del posto, rimasto schiacciato sotto un escavatore in movimento. A chiudere un elenco che nessuno avrebbe mai voluto vedere l’esplosione di una caldaia a Sant’Angelo all’Esca, un incidente costato la vita a due fratelli di Quadrelle, Pasquale e Giovanni Colucci. Senza dimenticare la morte di Celestino Cifrodelli avvenuta a metà dicembre con il tecnico deceduto per una tragica fatalità per aver toccato cavi ad alta tensione scoperti mentre effettuava un sopralluogo. Episodi arricchiti da ulteriori casi in cui l’esito non è stato allo stesso modo drammatico. E in generale i dati appaiono allarmanti: tra gennaio e marzo gli incidenti sul lavoro sono aumentati del 3 – 4 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ma qualunque siano i dati riportati dagli addetti al mestiere resta un assunto: non è più pensabile che il lavoro e la vita dei lavoratori sia assimilabile e fagocitata dal ciclo della produzione, come risorsa produttiva ed economica. Non è più accettabile che la morte dei lavoratori nei cantieri la si voglia colorare di bianco. .

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here