Morti bianche, Imbriano: “Di lavoro non si vive… si muore”

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Avellino – Ieri altre due morti bianche in Irpinia: “Di lavoro non si vive più… di lavoro si muore”. È la triste presa d’atto del segretario provinciale del Prc-Se Gennaro M. Imbriano in merito ai gravi incidenti sul lavoro verificatisi ieri a Baiano e Flumeri, che hanno provocato la tragica morte di due giovani irpini di 32 e 39 anni. “Sono davvero tante, troppe le persone che, come Giovanni e Giancarlo, la mattina escono di casa per andare a lavorare e che poi non vi fanno ritorno. I dati, le statistiche, ci consegnano una condizione di autentica guerra sociale: solo ieri in tutto il Paese sono state 6 le cosiddette morti bianche, morti che dall’inizio dell’anno sono già arrivate a quota 597. Il Ministro del Lavoro Damiano farebbe bene a ricordare che sono questi i numeri che ci mettono davvero fuori dall’Europa e non certo l’età pensionabile dei lavoratori italiani che qualche banchiere considera troppo bassa. Nonostante le importanti e autorevoli parole spese in questi mesi dalle più alte cariche dello Stato, dal Presidente della Camera Bertinotti al Presidente della Repubblica Napolitano, gli omicidi bianchi non si fermano. Alle loro vibranti denunce ora devono seguire i fatti. Si approvi con la massima urgenza – è questo l’appello di Imbriano- il testo unico sulla sicurezza che giace ancora in Parlamento e, con la prossima Finanziaria, si stabilisca l’assunzione di altri mille ispettori del lavoro da impiegare prevalentemente nel Mezzogiorno”.

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