L’Irpinia piange Ettore Scola, maestro immenso del cinema italiano

L’Irpinia piange Ettore Scola, maestro immenso del cinema italiano

19 Gennaio 2016

Pasquale Manganiello – E’ morto Ettore Scola. Il regista, nato a Trevico nel 1931, aveva 84 anni.

Maestro del cinema italiano, Scola era noto per capolavori come ‘C’eravamo tanti amati’, ‘Una giornata particolare‘ e ‘Brutti, sporchi e cattivi“. Scola era in coma da domenica sera.

Grande icona dei cinema italiano, ha il suo periodo di maggiore ispirazione negli anni ’70. Nel 1974 dirige infatti il suo capolavoro, C’eravamo tanto amati, che ripercorre un trentennio di storia italiana attraverso le vicende di tre amici: l’avvocato Gianni Perego (Vittorio Gassman), il portantino Antonio (Nino Manfredi) e l’intellettuale Nicola (Stefano Satta Flores), i primi due innamorati di Luciana (Stefania Sandrelli). Nel film, dedicato a Vittorio De Sica, compaiono anche Marcello Mastroianni, Federico Fellini e Mike Bongiorno nella parte di se stessi, oltre ad Aldo ed Elena Fabrizi e Giovanna Ralli.

Del ’76 è regista di Brutti, sporchi e cattivi, grottesca commedia delle borgate romane con un immenso Nino Manfredi, mentre un anno dopo racconta la storia semplice e poetica di Una giornata particolare con Marcello Mastroianni e Sophia Loren, invecchiata, per il ruolo, dal suo grande amico Francesco Freda.

Nel 1980 il regista tira le somme della commedia all’italiana ne ‘La terrazza’, amaro bilancio di un gruppo di intellettuali di sinistra in crisi, con Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Jean-Louis Trintignant e Marcello Mastroianni.

Tra le sue grandi opere anche Trevico-Torino – Viaggio nel Fiat-Nam, il cui titolo evoca il paese irpino che gli ha dato i natali.

Ha evidenziato come nessuno la naturalezza dei suoi personaggi, costruendo dettaglio dopo dettaglio il climax della narrazione con straordinaria maestria; ha fatto del suo cinema un’operazione di nostalgia umana e cinematografica.

Ettore Scola era sposato con la sceneggiatrice e regista Gigliola Scola. Insieme alle sue due figlie Paola e Silvia aveva presentato a novembre alla Festa di Roma il documentario che raccontava la sua vita e la sua carriera, Ridendo e scherzando. In quell’occasione aveva detto: “Il cinema è un lavoro duro ma si può ridendo e scherzando mandare qualche messaggetto, qualche cartolina postale con le proprie osservazione sul mondo. Il cinema è come un faretto che illumina le cose della vita”.

La sua morte “lascia un enorme vuoto nella cultura italiana”, ha commentato il presidente del Consiglio Matteo Renzi esprimendo il suo profondo cordoglio per la scomparsa di un “maestro dalla incredibile ed acuta capacità di lettura dell’Italia, della società e dei suoi mutamenti, del sentimento del tempo” e di una “coscienza civile” del Paese.

Trevico e L’Irpinia tutta piangono un genio che ha raccontato l’Italia come pochi attraverso la settima arte nel secolo scorso.


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