La scelta di votare NO al Bilancio ed alle Imposte comunali è stata condivisa da tutti i Gruppi di Opposizione. Il motivo riguarda «il rispetto delle regole» spiegano dalla minoranza. «Non siamo stati coinvolti» ne Sindaco ne Vice Sindaca ci hanno interessato della questione, solo prima della convocazione dei Consigli Comunali siamo venuti a conoscenza degli argomenti iscritti all’Odg e dei punti riguardanti il documento contabile. A questo si aggiunga che la Giunta aveva tutto il tempo, entro la prima decade di settembre, per modificare e riproporre al Consiglio la riduzione delle aliquote fissate dal Commissario Prefettizio cosi come è avvenuto, da parte delle nuove amministrazioni, in tanti comuni commissariati per diversi motivi. «Il ruolo dell’opposizione – affermano i Capigruppo di minoranza è di controllare la correttezza degli atti della maggioranza. Ormai il Consiglio Comunale della nuova MONTORO è diventato un luogo di mera ratifica di decisione prese altrove e il ruolo del consiglieri è sempre più svilito. Per questo quando c’è da difendere le regole e il rispetto della legalità noi non abbiamo nessun imbarazzo ad esprimere le nostre opinioni». Questo Consiglio Comunale si sta caratterizzando in un monologo tra il Sindaco ed i Consiglieri di minoranza, gli assessori appaiono distratti o assenti, anche se fisicamente seduti sulle comode poltrone, a stento riescono a proporre argomentazioni per replicare alle interpellanze dei consiglieri di minoranza, spesso emerge la loro incompetenza sugli argomenti che loro stessi espongono all’assise, questo comportamento non è più ammissibile in un comune di 20.000 abitanti. Per questo, da tempo, diciamo che bisogna mettere mano alla modifica dello Statuto e dei Regolamenti Comunali ed istituire il “question time” che è il tradizionale botta e riposta tra Consiglieri ed Esecutivo: in aula, i rappresentanti dell’esecutivo rispondono, subito alle richieste dei consiglieri e gli assessori devono rispondere del loro operato evitando che arrivi sempre il Sindaco per sollevarvi dall’imbarazzo. Montoro oggi è una realtà diversa dai piccoli o medi comuni dove tutto ricade in capo al sindaco, questo concetto tarda ad affermarsi anche all’interno della maggioranza. Se chiediamo qualcosa ad un Assessore, la risposta più scontata è: “non me ne occupano io” bisogna chiedere al Sindaco. Qualche giorno fa il consiglio comunale ha approvato lo schema di bilancio. L’opposizione senza alcuna forma di strumentalizzazione a fini politici ha detto NO. IL BILANCIO PREVENTIVO dell’Amministrazione Bianchino, SI DIMOSTRA INCAPACE DI REAGIRE ALLA SFIDA DELLA CRISI, di trovare soluzioni alle difficoltà di tante piccole imprese e alla crescita altissima della disoccupazione, soprattutto giovanile. L’opposizione ha messo in evidenza che il bilancio prevede un preoccupante e ingiustificato aumento delle tasse senza prevedere minime detrazioni per chi è in condizioni di svantaggio. Sono assenti iniziative significative a favore del tessuto delle piccole imprese, vero e proprio motore del nostro tessuto sociale, che invece si ritrovano con maggiorazioni nelle tariffe, aumenti massimi delle aliquote fiscali. Niente o ben poco per l’agricoltura, turismo, cultura, ricerca e innovazione. Nel complesso un bilancio che privilegia la crescita della spesa pubblica, penalizza le piccole aziende private, ignora la crisi economica e la necessità di realizzare risparmi ed economie. Spesso si ricorre ad interventi di somma urgenza, affidamenti diretti per l’esecuzione di lavori pubblici, senza che ve ne sia l’effettiva necessità o urgenza, oltrepassando le procedure di gara, la richiesta di preventivi in spregio alla tanto declamata trasparenza. I componenti della Giunta in questi mesi non si sono tirati i capelli dalla testa, i funzionari comunali stanno portando avanti tanti cantieri di opere pubbliche già appaltate dalle precedenti amministrazioni che erano in fase di esecuzione e completamento, potremmo elencare una ad una le opere ed i finanziamenti riconosciuti in favore dei comuni disciolti per dimostrare le attività di ogni tipo messe in cantiere, oggi si inaugurano strutture, opere, senza mai citare chi ha consentito che tutto ciò si realizzasse. Di questo guai a parlarne è solo merito degli speedy gonzales della nuova politica montorese. Ogni tanto è necessario che la maggioranza faccia un bagno di umiltà! Anche per le attività culturali poste in essere in quest’ultimi mesi ci sarebbe tanto da dire, pare che ci stiano sollevando da un arretratezza culturale che non ha mai caratterizzato la vita delle comunità. Su questo campo c’è tanto da fare. Non è possibile condividere affermazioni che identificano la fusione dei Comuni solo come il “riscatto delle Comunità dalle padronanze”, negli ultimi 200 anni, al di la dei periodi storici più tragici che ha vissuto il nostro paese, i Montoresi non hanno avuto padroni e tanti di essi, con enormi sacrifici, specialmente dal dopoguerra fino ai nostri giorni, si sono affermati nel campo delle professioni dell’imprenditoria e della vita sociale e politica della Comunità. La fusione per noi è migliorare la qualità della vita delle comunità ed offrire sempre maggiori servizi e benefici ai cittadini anche in termini di alleggerimento della pressione fiscale locale. Nessuna norma obbligava il nuovo Ente a provvedere immediatamente ad uniformare la tassazione sulle diverse realtà territoriali, questo procedimento poteva avviarsi nel tempo avviando confronti e condivisione con le parti interessate, ma la partecipazione in questo Comune è cosa poco gradita dagli attuali amministratori. I tavoli di partecipazione in ambito fiscale, gestione territoriale, sociale e culturale sono poco graditi a chi ha del potere una concezione individuale ed assoluta. Per ritornare all’argomento TASSE COMUNALI nessuna detrazione o agevolazione per la TARI che verrà applicata con diversi coefficienti, a seconda se si tratta di utenze domestiche o non domestiche. Per le “utenze domestiche” vengono penalizzati i nuclei familiari numerosi e chi vive in pochi metri, in questo modo si è dato più valore alle “mura” che alle persone. Negli avvisi di pagamento non si rileva neppure l’esiguo sconto che il comune avrebbe voluto applicare in favore dei cittadini e degli esercizi pubblici. Che fine ha fatto quest’atto tanto pubblicizzato dalla Giunta? Per quanto riguarda le utenze “non domestiche”, si fa una distinzione tra le categorie di appartenenza merceologica, gli aumenti in questo caso oscillano rispetto alle vecchie tariffe tra i 100% e il 350%. L’aumento più elevato riguarderà tutti gli esercizi commerciali e le attività ricettive, se si fosse avviato lo studio di un “nuovo piano di raccolta”, fermo restando la copertura della spesa, si sarebbe poteva rimodulare tutto, non gravando solo su determinate categorie. E’ ridicolo avere allegato negli avvisi di pagamento una lettera con la quale il Sindaco e la Vice Sindaca sono a disposizione dei medi e piccoli imprenditori locali per chiarimenti e delucidazioni, questa attività andava programmata prima e non dopo le notifiche di avvisi di pagamento con rate già scadute al 31.10.2014. Nessuna detrazione ed agevolazioni è stata prevista per gli altri tributi TASI, IMU ed IRPEF, nessuna esenzione neppure per chi soffre o è in difficoltà, nessuno sgravio per pensionati e lavoratori a basso reddito! Durante i lavori del Consiglio Comunale del 25/10/2014 le minoranze hanno detto NO al piano finanziario e tariffario per la TASSA SUI RIFIUTI, cosi come, il 3 novembre u.s., hanno ribadito il forte NO all’approvazione del Bilancio 2014. AI MONTORESI VENGONO CHIESTI SACRIFICI causati da una mancata programmazione e confronto con le parti politiche sociali ed economiche del nostro territorio, MA SINDACO E GIUNTA NON RINUNCIANO AI LORO STIPENDI senza pensare ad un gesto (anche simbolico) di riduzione delle indennità. Nella prima prova sul campo la nuova amministrazione ha disatteso la promessa fondamentale fatta agli elettori: la riduzione della pressione fiscale! La bontà e l’efficienza di una Amministrazione di misurano soprattutto nei momenti di difficoltà come questo. Per noi le promesse elettorali sono vincolanti, per altri evidentemente no, oggi regna l’indifferenza nei confronti delle famiglie e delle imprese che iniziano a fare i conti con le tasse da pagare. Sarà un Natale ancora più nero per i cittadini, e meno male che «questa amministrazione aveva come primo obiettivo, come è stato ripetuto più volte in campagna elettorale, il benessere e la coesione sociale».
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