Montoro Inf. – Il Nucleo Operativo e Radiomobile dell’Arma di Via Roma hanno posto fine alla latitanza di Antonio Vitale pluripregiudicato di Montoro Inferiore. L’uomo, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine e di detenzione di armi, era ricercato dalle Forze dell’Ordine dal 10 gennaio scorso quando è riuscito a sfuggire all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale presso la Procura della Repubblica di Brescia. Antonio Vitale è considerato dagli inquirenti uno dei componenti di un’articolata organizzazione, composta da campani, fortemente sospettata di aver messo a segno (come si legge nella nota della Regione Carabinieri Lombardia – Comando Provinciale di Brescia del 23 gennaio scorso) dal maggio 2001 al settembre 2004 quasi trenta rapine in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige, Toscana, Lazio e Friuli Venezia Giulia. E’ stato anche protagonista del blitz scattato agli inizi di gennaio a Napoli ed in altre città d’Italia condotto dal Nucleo Operativo del Comando Provinciale di Brescia, guidato dal Maggiore Marco Riscaldati, in collaborazione con i Reparti dell’Arma della città partenopea e di Avellino. Una vasta operazione che ha visto l’impiego di oltre cento Carabinieri per l’esecuzione di numerose ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari Silvia Milesi, formulate dal Pubblico Ministero Fabio Salamone titolare dell’inchiesta aperta il 14 luglio del 2004 sulle rapine a mano armata. Un’attività investigativa scattata a seguito dell’assalto di un deposito di tabacchi ad Iseo. La banda si era specializzata non solo nelle rapine a mano armata ma anche nei sequestri di persona ai danni di ditte spedizioniere e a depositi di tabacchi nelle aree industriali del Centro-Nord Italia. Nell’ambito del blitz sono stati tratti in arresto otto esponenti della banda, tutti dell’hinterland partenopeo, e sono state condotte decine di perquisizioni domiciliari e notifiche di avvisi di garanzia ad altri indagati. A loro, latitanti da tempo e inseguiti da diverse Procure, i Carabinieri sono arrivati grazie ad un telefono cellulare e alle armi lasciate nelle vicinanze del deposito di Iseo e alle numerose intercettazioni. Successivamente all’operazione, pochi giorni fa è stato tratto in arresto un 35enne di Napoli, anch’egli ritenuto componente della banda, poiché nella sua abitazione sono state rinvenute carte d’identità false e fotografie di altri soggetti a conferma della detenzione e dell’uso da parte dell’organizzazione di documenti falsi. Intanto, dall’apertura dell’indagine ai primi provvedimenti restrittivi, l’irpino Antonio Vitale è riuscito a sfuggire alla Giustizia rendendosi latitante… almeno fino a ieri. Intanto, durante l’indagine sono stati arrestati in tempi diversi tre latitanti dell’associazione, tutti partenopei, sequestrati tre autoarticolati utilizzati per il compimento di alcune rapine e nel frattempo le ‘costole’ della banda non ancora finite nella rete dei Carabinieri hanno portato a segno un’altra rapina consumata ai danni di una ditta di spedizioni, la “Sifte Berti”, la cui refurtiva è stata in gran parte recuperata a San Marco Evangelista nel casertano all’interno di un capannone di proprietà di uno dei primi arrestati. Secondo gli inquirenti irpini il 39enne di Montoro Inferiore era uno degli autisti della banda dei rapinatori: una tesi che trova conferma anche nelle dichiarazione del Maggiore Riscaldati. Intanto, da un altro filone d’indagine è scaturita un’attività investigativa che ha consentito di sgominare una parte dell’organizzazione principale colpita il 19 gennaio scorso: un’operazione avviata all’indomani di due rapine commesse a San Vitaliano, in provincia di Napoli, ad un deposito farmaceutico e ad un camion a Vitulazio, in provincia di Caserta, con il sequestro di persona dell’autista. Insomma una vera e propria organizzazione criminale che dalla Campania era riuscita a ‘terrorizzare’ ditte di spedizionieri di tutta Italia. Una lunga, complessa ed articolata attività investigativa che si è conclusa con l’arresto dell’ultimo latitante, per l’appunto Antonio Vitale: era attivamente ricercato dalla Procura di Brescia con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine e di detenzione illegale di armi. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Avellino, guidati dal Maggiore Francesco Merone, erano sulle sue tracce ormai da tempo: giorni e giorni di appostamenti, di intercettazioni e di pedinamenti grazie ai quali è stato acclarato che il latitante era ritornato in Irpinia forse fiducioso di non essere scoperto. Una speranza svanita nel nulla in pochi istanti…i militari nella notte hanno accerchiato la sua abitazione a Montoro Inferiore ed hanno atteso il momento appropriato per entrare in azione. Ammanettato, è stato tradotto in Caserma dove dopo l’espletamento delle procedure di rito è stato associato alla Casa Circondariale di Bellizzi Irpino. (Di Emiliana Bolino)
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