Da Padre Angelo Palumbo riceviamo e pubblichiamo: “Lo scorso lunedì 20 agosto, alle ore 1:20, è terminata l’ultima rappresentazione della settima edizione de “Il Grande Spettacolo dell’Acqua”. Immediatamente i nostri fratelli hanno iniziato a lavorare per smantellare e porre in sicurezza tutti gli elementi elettrici, i cavi, i laser ecc…, affinchè il Consorzio della Capitanata di Foggia potesse procedere con l’apertura della diga senza nessun problema. A tal riguardo voglio però precisare alcune cose, anche per chiarire ciò che erroneamente si è percepito dalla lettura di taluni comunicati usciti sui media negli scorsi giorni. L’utilizzo di terminologie come “guerra”, “vittoria”, “pace” e “sconfitta” non appartengono al mio linguaggio né tantomeno a quello dei volontari, che al di la del ruolo ricoperto, prestano la loro opera ne “La Fondazione Insieme per…”. Parlare di “vittoria” oppure “sconfitta” significherebbe dividere le persone in due categorie: a) coloro che pensano di poter imporre i propri voleri; b) coloro che subiscono i voleri altrui sottoponendosi a forti umiliazioni. Con rammarico noto che negli scorsi giorni forse è mancato “il sale”, cioè un pensiero cristiano ove vi è posto per tutto e tutti, nel completo rispetto delle persone. La mediazione non si compie mai distorcendo la verità con accuse oppure esercitando un potere sottraendosi al confronto, ma cercando nel dialogo la soluzione che non lascia vittime ed incomprensioni. Tanto era anche nel volere della gente che ha ansiosamente presenziato sulla diga di San Pietro nei giorni più difficili, in cui sembrava che quasi bisognasse difendere la nobile causa, insita nel Grande Spettacolo dell’Acqua: fare della carità. Non c’è mai stato in nessun momento alcun atto di violenza e di questo è facile prendere contezza anche presso i militari della Stazione dei carabinieri di Monteverde, che nello svolgere il proprio ruolo hanno sempre vigilato con massima attenzione. Probabilmente alcuni hanno equivocato il valore intrinseco del “ Grande Spettacolo dell’Acqua”, in cui il racconto della vita di San Gerardo Maiella viene veicolato attraverso luci, suoni, acqua, ma ciò che veramente resta è il forte messaggio spirituale che il Santo ha rappresentato nella sua breve vita terrena. Quindi non certo un divertimento o la goliardata di un piccolo paesino, come purtroppo si è voluto far intendere a chi non ha ancora avuto l’opportunità di vivere questa emozione. Basterebbe però chiedere di tutto quanto ho appena scritto alle 42mila persone che quest’anno hanno vissuto l’emozione dello spettacolo o a coloro che vi hanno partecipato nelle precedenti edizioni. Resta l’amaro in bocca per i 18mila che, pur avendo prenotato, non hanno potuto partecipare e con ciò contribuire ai tanti progetti di solidarietà. Anche quest’anno tra i tanti partecipanti ho scorso alcune persone segnate da evidenti difficoltà fisiche, conseguenze di cure invasive; quelle persone che vanno in cerca di luoghi che trasferiscano pace e speranza. Come ho già accennato non amo la parola “guerra” né tantomeno incitare altri a farle. Le istituzioni agiscono per propri interessi territoriali, che mai però devono sopraffare il bene comune che in questo caso si chiama “solidarietà”. Sono grato al Signore Gesù Cristo per ciò che da sette anni ci permette di fare. Allo stesso modo, oggi non posso che dire “sia fatta la sua volontà”, perché tale voglio intendere la sofferta decisione, che spero risolva i problemi dell’agricoltura pugliese, senza mai voler pensare che nella stessa si possano annidare altre finalità. Nello statuto de “La Fondazione insieme per…” v’è specificato con estrema chiarezza un concetto che il Papa Benedetto XVI ha scritto nella sua prima enciclica: “la carità, del vicino e del lontano”. Vorrei però oggi dire un grazie particolare al Ministro Fabrizio Barca, al Vice Presidente della Regione Campania Giuseppe De Mita ed ai Giovani Imprenditori del Sud e non solo, che hanno contribuito con la loro presenza ed il loro supporto alla divulgazione del messaggio di San Gerardo, anche attraverso vari tentativi di mediazione con chi è responsabile della funzionalità della diga San Pietro per competenza. Un grazie va anche al Sindaco di Monteverde ed a tutti i suoi più stretti collaboratori di Giunta, per la determinazione mostrata nello sposare la causa della “solidarietà”, spesso confusa con meri interessi di campanile, pur riconoscendo che a lui va il compito di interloquire con tutte le Istituzioni coinvolte affinchè si possa completare il processo di riqualificazione del territorio di cui il Lago di San Pietro è parte integrante. Infine voglio esprimere il mio sincero grazie, per il loro continuo impegno profuso, a tutti i professionisti che prestano la loro opera per la realizzazione di questo grande evento, dalla regia allo staff ai volontari tutti, che anche quest’anno tra le tante difficoltà e l’oggettiva ansia, hanno collaborato con la stessa medesima passione che li contraddistingue. A loro ed a voi tutti che ci siete sempre vicini, voglio lasciare un semplice pensiero: la lacrima di un povero asciugata è la più grande opportunità che Dio offre all’uomo.”
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