Montemiletto – Festa Margherita, Mancino: “Più valore ai programmi”

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Montemiletto – Carmine De Blasio, Eugenio Abate, Domenico Covotta tagliano il nastro della Festa della Margherita. Dopo i saluti di rito è Covotta a mettere in luce l’importanza della Festa Provinciale. “Questa festa vuole essere una sintesi. Ci impegneremo a fare tesoro per quello che riusciremo a capire e prospettare. Abbiamo un partito radicato sul territorio”. Il segretario provinciale del Fiorellino ripercorre le tappe che hanno visto i partiti vivere nella ‘fase dell’oblio’. “Oggi si torna alla grande politica, alla funzione amministrativa. L’elezione del sindaco credo che abbia dato un input in questo senso”. E’ il chiaro riferimento ad un partito in crescita: la Margherita. “Abbiamo il partito più grande in Campania: 11 consiglieri dei nostri. Per questo avvertiamo una più grande responsabilità”. Il massimo esponente del quartier generale a livello provinciale ripercorre le tappe di una crisi che ha attraversato Provincia e Comune. “Siamo ben consapevoli di non voler alcuna crisi, né possiamo sottacere quando ci sono problemi. Noi siamo per la coalizione, vogliamo rafforzarla. Ma chiediamo rispetto per gli alleati e per gli eletti”. È la volta del senatore Nicola Mancino che, come nel suo stile, parte da lontano ‘illustrando’ i problemi che si sono ‘accaniti’ sul nostro Paese. Una situazione che va avanti dal 2001: “Abbiamo registrato un regresso (…)”. Ancora: “Abbiamo registrato una grande freddezza nel rapporto tra il cittadino e la comunità politica”. Insomma, Mancino mette in luce il rapporto non idilliaco del cittadino con la politica. Un excursus per arrivare al dunque. Dopo il passaggio alle regionali o meglio all’impostazione data dai partiti di centrosinistra, che ha dato ragione alla Margherita – quando metteva in evidenza l’importanza dell’autonomia dei partiti nel presentarsi all’elettorato – l’ex Presidente del Senato rimarca l’importanza della presenza dei partiti. Partiti che debbono lavorare sul programma per far uscire l’Italia dall’empasse”. E alla fine “…votiamo Prodi e sconfiggiamo il centrodestra che ha distrutto l’immagine dell’Italia”. Interessanti, poi, le sollecitazioni colte dai giornalisti Antonio Porcelli, Rodolfo Picariello e Federico Festa sul tema ‘Le istituzioni locali luogo della politica’, che hanno dato un po’ di pepe ad una festa che si apre con buoni auspici. Alla presidente De Simone, al sindaco Galasso, al capogruppo comunale della Margherita Enza Ambrosone, al responsabile provinciale degli Enti Locali Giuseppe De Mita e a Mario Sena “l’ingrato” compito di superare gli imbarazzi, gli interrogativi piccanti che toccano fino in fondo la delicata questione politica che prima e dopo ha fatto da padrona alla Provincia e al Comune di Avellino. A chi ha insinuato che l’Ente di Palazzo Caracciolo galleggiasse o meno, il presidente De Simone risponde con progetti. Prima sdrammatizza: “L’Ente non galleggia perché la nostra non è una provincia di mare”, e poi: “Abbiamo approvato 37 progetti esecutivi, abbiamo provveduto alla riorganizzazione della Giunta e abbiamo stilato altri 6 progetti. Quando un politico è eletto deve mettere in primis gli interessi del territorio e dei cittadini. Poi bisogna avere il coraggio di mettere al secondo posto il partito”. Per Giuseppe De Mita, invece, la questione Fontanarosa, in merito alla quale chiarisce che non è stata strumentalizzazione per determinare la crisi ma per riaffermare un principio. Il consigliere provinciale lascia intendere che qualcosa è cambiato: più sereni i rapporti tra la presidente e il resto della Giunta. E, a chi ha ‘insinuato’ il dubbio di una regia esterna al comune di Avellino, risposte che soddisfano a metà. Comincia Enza Ambrosone: “Assolutamente non c’è regia esterna. Abbiamo continuato una campagna elettorale dura. L’ultima fase Di Nunno ha lasciato lacerazioni nel centrosinistra e uno strascico di polemica. L’ultima Giunta è stata caratterizzata da scelte solitarie invece il centrosinistra di oggi è fondato sul coinvolgimento. Un lavoro di grande sinergia tra segreterie e capigruppo… Abbiamo registrato momenti di difficoltà ma li abbiamo superati”. Il sindaco Galasso, chiamato ‘all’appello,’ ribadisce il concetto aggiungendo che le decisioni devono essere prese in tempi brevi: ci sono in ballo scadenze importanti. E sulla domanda sentirsi soli o meno Galasso scioglie ogni dubbio. Interrogativi incalzanti che mettono il naso in questioni assolutamente ‘interne’, ma fino ad un certo punto, come la ‘scadenza ‘ degli Enti: Iacp. Sarà rinominato o no Vanni Chieffo? La De Simone, e non poteva essere altrimenti, risponde con un ‘ni’. “Sono nomine non della Presidenza ma del Consiglio e quindi saranno i partiti a fare le proprie valutazioni. Io mi riserverò quella relativa alla qualità dei nomi”. Insomma una kermesse che tutto sommato va bene (buona anche l’organizzazione): ricca di riflessioni e spunti, apripista per le prossime politiche. (di Teresa Lombardo)

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