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L’omaggio a Giordano Bruno, venuto da un piccolo centro della provincia meridionale, suscitò l’entusiasmo di tanti che avevano a cuore la libertà di parola e di pensiero e indusse uno dei maggiori studiosi dell’epoca, il filosofo Roberto Ardirò, a dettare l’epigrafe posta sul basamento in pietra del monumento:
“Rivelatore impavido delle verità nuove, ferocemente immolato dal pregiudizio insano di tristi tempi, l’età per lui rinnovellata pone vendicatrice e consacra – 9 agosto 1912”.
Merito dunque all’amministrazione comunale di Montella per aver valorizzato un’opera così importante non solo dal punto di vista artistico, ma anche dal punto di vista culturale, e per aver voluto recuperare alla memoria non solo della cittadina ma anche dell’Irpinia tutta una pagina di storia intellettuale irripetibile e indimenticabile.