Montella – Operazione antibracconaggio: denunciati sei cacciatori

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I Carabinieri della Compagnia di Montella nel corso dei servizi, pianificati dal comando provinciale di Avellino per il contrasto del bracconaggio, grazie alla proficua attività info-operativa e confortati anche da alcuni spunti informativi derivanti dall’approfondita conoscenza del territorio e della realtà locali, hanno sottoposto a controllo numerosi cacciatori. Le verifiche sono state effettuate mediante l’attuazione di un articolato dispositivo che hanno consentito di accertare che molti dei cacciatori giunti in Alta Irpinia, non sempre erano in possesso dei prescritti requisiti previsti dalla normativa vigente.
Ben sei dei numerosi cacciatori intercettati e controllati dai Carabinieri, sono stati trovati in possesso non solo di richiami acustici elettromagnetici vietati dalla legge, ma cosa ancor più grave in dotazione di fucili modificati in maniera artigianale. Gli sconsiderati cacciatori, infatti, avevano escogitato l’espediente di tagliare ad arte le canne dei propri fucili. Tale rettifica avrebbe permesso di aumentare la potenza offensiva dell’arma poiché, tagliandone la canna si “allarga” la rosa di tiro ed è più facile colpire il bersaglio, aumentando la micidialità dell’arma. In altri casi, invece, i Carabinieri hanno accertato che alcuni imprudenti cacciatori custodivano le armi in auto ancora cariche, con pericolo per sé e per gli altri.
Accertate le gravi violazioni i militari hanno identificato, i cacciatori, liberi professionisti ed operai tutti provenienti dal napoletano e salernitano che sono stati denunciati in stato di libertà per aver modificato i propri fucili, immediatamente sottoposti a sequestro per la successiva confisca e distruzione.
Nei confronti dei 6 cacciatori, i Carabinieri hanno attivato, inoltre, quale ulteriore sanzione, la procedura per la revoca della licenza di caccia ed il diniego alle armi in modo da impedirne ogni eventuale, futura attività venatoria.
Tutte le attività sono state condotte in stretta collaborazione con i magistrati delle Procure della Repubblica, competenti per territorio, di Avellino, Ariano e Sant’Angelo dei Lombardi.

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