Il linguaggio della poesia come filo conduttore di una storia, della storia e della cultura di un popolo attraverso le pagine di “Volevo guardare il mare” di Agostina Spagnuolo. L’autrice racconta antichi gesti che sono vivi ancora nella memoria dei più anziani. Ma la visione del passato per la poetessa è anche visione del futuro.
Domenica 15 novembre, alle 18,00, presso la Casa della Cultura di Monteforte Irpino, in piazza Umberto I, la Spagnuolo sarà protagonista dell’incontro in apertura della manifestazione “Irpinia in biblioteca” che coinvolgerà scrittori e poeti della nostra terra, in un ciclo di presentazioni.
All’incontro interverranno Sergio Nappi, sindaco di Monteforte, Paola Valentino, assessore comunale alla Cultura e Istruzione e le relazioni sul testo saranno affidate alla perizia di Sergio Melillo, vicario generale della Diocesi di Avellino, di Paolo Saggese e di Fausto Baldassare. L’armonia delle note sarà curata da Mario Sibilia che accompagnerà la declamazione delle liriche dalle voci di Vincenzo Di Capua, Marinella Coppola, Salvatore Cimmino e Gina Forino. Modererà l’incontro Eleonora Davide.
Tante le associazioni che hanno messo in campo le loro forze per donare al paese momenti di sana condivisione: Incanto Irpino, Musikarte, Anpas “Il lupo delle Foreste” , L.A.T.I. e PROLOCO “Mons Fortis”. E’ Paolo Saggese a dare una definizione dell’autrice, classificandola tra i “poeti meridiani”, ovvero quegli autori, che, ispirandosi al pensiero meridiano di Camus, Pasolini, Quasimodo, Gatto, Turoldo, propongono un modo diverso di produrre, pensare, vivere, rifiutando lo “sviluppo senza civiltà e senza progresso”, di cui ha parlato il poeta “corsaro”. Abbiamo anche detto che oggi i poeti non possono essere passivi celebratori della civiltà presente del consumo, ma devono testimoniare un amore rinnovato per la Madre Terra”. E, analizzandone i contenuti, il poeta e scrittore ha affermato che “Insieme alla pregnanza ideale, questo libro si segnala anche per un’eleganza non comune, per una presenza raffinata dell’anafora e di altri giochi di suono come l’assonanza, per la callida iunctura e per l’accurata ricerca linguistica”.
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