Monteforte – E’ ormai prassi dover commentare episodi di racket ai danni di cantieri edili, in particolare ad Avellino e nell’immediato hinterland. La Fillea Cgil di Avellino, sin dai primi episodi, aveva lanciato l’allarme affinchè istituzioni e politica facessero la loro parte nel contrastare tale fenomeno nella speranza che il racket non mettesse radici in Irpinia. Gli ultimi mesi, purtroppo, ci consegnano due aspetti rilevanti: “Il primo si legge nella nota – consiste in una periodicità quasi settimanale se non maggiore di attentati ai danni di cantieri irpini; il secondo riguarda la sordità e l’indifferenza delle istituzioni e della politica al fenomeno, nonostante le continue sollecitazioni”. “Purtroppo – afferma il segretario provinciale della Fillea, Antonio Famiglietti – il racket non è più un fenomeno isolato, ma una caratteristica del sistema edile irpino. E’ sistematico, ormai, che i cantieri di Avellino, dell’hinterland, ma anche di altre zone della provincia irpina, siano presi di mira dal racket, che li considera il bersaglio privilegiato e più facile da colpire. Meraviglia, purtroppo, che le istituzioni preposte al controllo del territorio e la politica non si facciano carico del problema, aprendo una discussione seria e mirata a contrastare il fenomeno. Troppo tempo si è perso, nonostante la Fillea abbia denunciato il fenomeno ormai da anni, per tenere alle porte dell’Irpinia il racket, ed ormai questo è divenuto una vera e propria emergenza locale, radicata che si espande a macchia d’olio e che, se oggi riguarda esclusivamente o quasi il settore dell’edilizia, a breve potrebbe trovare utile estendere la propria “longa manu” su altri settori produttivi. E’ stucchevole, se non ripetitivo – aggiunge Famiglietti – invitare istituzioni e rappresentanti politici al confronto sulle misure da adottare, considerato l’atteggiamento di noncuranza rispetto a tale fenomeno, però, i prossimi mesi ci pongono di fronte ad una emergenza ulteriore. Il fatto che Avellino si appresta a compiere un’opera colossale di maquillage, determinata sia dagli interventi di riqualificazione urbanistica che dagli interventi previsti dal Puc, ignorare il racket e la sua escalation significherebbe, creare le condizioni affinché questo prosperi e diventi quasi un inevitabile corollario ad ogni attività nuova intrapresa nel settore edile. E’ quanto mai opportuno che anche gli imprenditori del settore, in vista di importanti investimenti che si andranno a fare, chiedano, come ha fatto e continua a fare la Fillea Cgil, un interessamento serio e concreto di tutti gli organismi e le istituzioni che hanno mezzi e strumenti, ma fino ad ora poca volontà, di arginare il fenomeno del racket”.
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