Montefalcione – Buono il successo dell’edizione 2007 di ‘Per le vie del Borgo’, Migrazioni Sonore. Un successo in termini di visitatori, attestati sulla soglia dei sessanta/settantamila, ma anche di gradimento, attenzione mediatica ed istituzionale. La Pro Loco di Montefalcione, guidata da Ennio Pericolo, ha dimostrato di saper far crescere e migliorare una manifestazione che nel tempo sta espandendo il suo bacino di riferimento. A premiare l’impianto organizzativo-concettuale che ha saputo fondere tradizioni popolari nostrane italiane – internazionali attraverso uno strumento di sicura capacità comunicativa: la musica. Da questo punto di vista di fondamentale importanza è stato lo studio della strategia di comunicazione e dell’elaborazione grafica, quest’anno totalmente rinnovate. A funzionare è stato anche il progetto della direzione artistica curata da Fiorenza Calogero e dal suo staff organizzativo assieme al responsabile della Pro Loco per il settore gruppi musicali, Felice Ioanna, giacchè ogni segmento, in cui è stato suddiviso il Borgo per costruire un immaginario mondo, è riuscito ad animare di ritmi e musiche locali/universali l’intero centro storico. Straordinarie le jam session creatasi tra il gruppo folkloristico della Tarantella montemaranese e il gruppo musicale argentino e tra i percussionisti senegalesi e gli artisti cubani. Il risultato è dunque un confronto/scambio culturale ed interculturale genesi di creazioni artistiche musicali inedite che recano, in un mix originale ed affascinante, i ratti distintivi delle tradizioni musicali da cui hanno avuto origine. Il prof. Esposito, ospite della tavola di discussione, ha osservato come le tradizioni popolari a confronto con un mondo sempre più globalizzato si sporcano. Gli scambi culturali altro non sono che la cultura che si materializza attraverso il suo divenire e tutto ciò che da essi nasce è un piccolo tradimento che non rappresenta la tradizione modificata ma determina la creazione di una nuova tradizione. La Pro Loco di Montefalcione auspica vivamente che in futuro questo tipo di manifestazioni assumano sempre di più una dimensione culturale-scientifica che non può essere raggiunta e consolidata senza il sostegno e, quindi, il dovuto riconoscimento delle istituzioni preposte. Questa è la strada sulla quale continuerà a lavorare con impegno, dedizione, passione e spirito di cooperazione.
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