Montecalvo – Inchiesta terremoto, oggi l’interrogatorio di garanzia

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Ariano Irpino – Alfonso Caccese, Antonio Durzino, Gaetano Parzanese e Goffredo Caccese, il primo agli arresti domiciliari e gli altri tre reclusi nel carcere di Ariano Irpino, questa mattina sono comparsi davanti al Gip del tribunale di Ariano Irpino Floriana Consolante per essere ascoltati in ordine alle accuse che vengono loro contestate dalla procura della repubblica di Ariano Irpino nell’ambito dell’inchiesta avviata per verificare la legittimità di alcune pratiche legate alla ricostruzione post terremoto del 1980. All’interrogatorio non ha assistito il Pubblico ministero, Michela Palladino. Gli indagati, assistiti dagli avvocati Pasquale Giovannelli e Alessio Lazazzera, entrambi del foro di Ariano Irpino hanno esaurientemente risposto alle domande del magistrato, mentre i loro difensori hanno illustrato i punti deboli dell’impianto accusatorio portato avanti dagli inquirenti, cercando di dimostrare l’estraneità degli assistiti ai fatti contestati o il loro marginale coinvolgimento nell’inchiesta. Al termine dell’interrogatorio i legali hanno espresso soddisfazione per aver avuto la possibilità di spiegare la linea difensiva e si sono detti cautamente ottimisti per il prosieguo della vicenda giudiziaria. Naturalmente ognuno dei quattro arrestati presenta una posizione diversa rispetto alle altre: in particolare quella di Alfonso Caccese risulterebbe essere meno complessa, perché gli vengono contestati l’abuso in atti di ufficio e il tenttaivo di truffa relativamente ad una pratica, mentre per gli altri tre le ipotesi di reato sembrano più pesanti. Centrale è definire se fosse legittima l’applicazione della legge 449/97, approvata in occasione del terremoto in Umbria e Marche, ed endebitamente richiamata dagli amministratori e tecnici di Montecalvo Irpino. Oltre al riconoscimento del contributo per la ricostruzione, l’accusa immagina che gli indagati abbiano commesso irregolarità anche in merito al rimborso dell’Iva effettivamente versata per la riparazione delle abitazioni. A norma dell’articolo 299 del codice di procedura penale i difensori hanno presentato l’istanza di revoca delle misure restrittive e il Pubblico ministero ha due giorni di tempo per comunicare il suo parere al Gip, che deciderà nei cinque giorni successivi. In pratica, a partire da oggi, il magistrato avrà una settimana di tempo per decidere se mantenere o revocare le misure cautelari.

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