“Con l’abolizione del Palio della Botte abbiamo avuto la prova che all’Amministrazione e alla Giunta Foti non piacciono le tradizioni della nostra città. Quanta rabbia e mestizia abbiamo provato nell’apprendere la notizia! Qui ci sono in gioco la dignità e la storia di un’intera comunità che è stata calpestata e offesa”. Così il consigliere Carmine Montanile si scaglia contro il governo Foti, a fronte dell’annullamento del Palio della Botte.
“Nemmeno trenta giorni or sono – continua Montanile -, all’atto dell’insediamento dell’Amministrazione, si sono spesi fiumi di parole in Consiglio Comunale per decantare il taglio “europeo” che il Sindaco Foti vorrebbe dare alla nostra città, non ignorando origini e tradizioni, fondamento di ogni identità culturale. Avendo la consapevolezza che la parte più ‘autentica’ di una città, s’identifica con il suo centro storico, abbiamo esultato quando il Sindaco ha affermato nel suo programma elettorale che: …Un progetto serio di politiche culturali non può che tenere insieme il passato e la storia della città … e ci siamo grandemente rallegrati quando ha affermato che :…la zona cosiddetta della Collina della Terra deve diventare la Collina della Cultura attraverso un progetto che preveda la creazione di percorsi turistici in grado di valorizzare e far vivere la zona del centro storico, proiettandola in un orizzonte di promozione artistica e culturale… Con grande delusione, apprendiamo che per un “mero” disguido burocratico i fondi, peraltro ridotti rispetto alle richieste, sono stati messi a disposizione con tanto ritardo da non poter essere utilizzati, e che, orrore, il Comune ha addirittura preteso il fitto di alcuni locali della Casina del Principe, utilizzati come struttura logistica della manifestazione. Alla prima occasione utile, more solito, il Sindaco butta via la maschera ed impedisce, di fatto, lo svolgimento della manifestazione. In questa gravissima mancanza, in questo inaccettabile comportamento che annienta speranze, passioni e senso di appartenenza, cogliamo una sorta di comune denominatore, un sottile filo conduttore che è espressione di una incapacità gestionale, sovrapponibile, culturalmente, alla prima ordinanza che Foti, appena eletto, si apprestò ad emanare e che ha finito di coprirci di ridicolo (ah! quel civico 52 di via Mancini…) e che ha fatto (s)parlare di noi tutta l’Italia. La famigerata ordinanza in questione è quella denominata dai più “ Supersantos” che ha di fatto vietato i giochi al centro città, pena una multa salatissima ed il sequestro del corpo del reato. Il Sindaco pur di non smentire se stesso ed essendo consapevole della difficoltà di sequestro di un corpo del reato così pesante ( le botti pesano circa 2 quintali), ha pensato di impedire lo svolgimento dello storico evento. Quest’atto scellerato e completamente lontano dal rispetto delle tradizioni di un’intera comunità è espressione del fatto che il Sindaco e l’intera Giunta ignorano la storia della nostra città e che il Palio della Botte è un evento di risonanza nazionale che affonda le sue radici nella seconda metà del Cinquecento. In quell’ epoca venne infatti disputata la prima “gara della botte” per salutare l’avvento della famiglia Caracciolo in città e il contemporaneo ritrovamento in contrada Tuoppolo di un affresco raffigurante la Madonna di Costantinopoli. La manifestazione riprende un’antica usanza che vedeva i rappresentanti delle sette contrade partecipanti, affrontarsi in una gara che consisteva nel far rotolare, appunto, una botte di circa 2 quintali, spingendola solo con un bastone di ferro ricurvo attraverso Corso Umberto I, a partire dalla chiesa di Monserrato (porta puglia – Casino del Principe) alla fontana di Bellerofonte, oggi detta “dei tre cannuoli” per un totale di circa 600 metri tutti in salita. Solo per dovere di cronaca vogliamo riportare quanti quartieri e quanti cittadini, in un solo atto il Sindaco è riuscito a scontentare, riportando il nome delle contrade con i relativi quartieri di riferimento, in pratica tutta la Città: Bellezze (Bellizzi Irpino) Parco del Principe (Rione Parco, Contrada Archi, Tuoro Cappuccini) Porta Beneventana (Rione Aversa, Valle, Contrada Baccanico) Porta Napoli (Corso Vittorio Emanuele, Viale Italia, Contrada Bagnoli) Porta Puglia (via Francesco Tedesco, Borgo Ferrovia) Terra (Duomo, Via Nappi) Tuoppolo (Rione San Tommaso e Rione Mazzini. Il Sindaco ha forse dimenticato il suo scarsissimo consenso elettorale ( circa 15000 preferenze su 47000 aventi diritto al voto) e non sa, o forse fa finta di non sapere, che non è il Sindaco di tutti e sta dimostrando, veramente, di non rappresentare tutta la città. Invece di recuperare consensi rispettando i cittadini, prende continuamente a schiaffi regole e tradizioni, dilatando il divario tra la politica e i cittadini. La politica avrebbe oggi bisogno di altri slanci, altre passioni, che siano capaci di indurre emozioni aggreganti e costruttive, per superare quella generalizzata sfiducia in una classe dirigente, la cui incapacità è responsabile del fallimento di ogni tentativo di rinascita ed è la causa prima del declino della nostra città”.
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