Montaguto – La frana si ferma e attende l’arrivo di Bertolaso

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Montaguto – Il tentacolo di detriti e fango che alimenta il fronte della frana di Montaguto sembra aver rallentato il suo lento incedere verso valle. A più di un mese dalla decisione di ‘tagliare’ in due i collegamenti su ferro tra la Puglia e la Campania arriva, dunque, una buona notizia da Montaguto in attesa della visita-sopralluogo che Guido Bertolaso farà domani, nel primo pomeriggio, ai piedi della frana.

Ad attendere il numero uno della Protezione Civile ci saranno il presidente della Provincia di Avellino Cosimo Sibilia, della Provincia Brindisi, Massimo Ferrarese, e una delegazione di sindaci con a capo il primo cittadino di Bari, Michele Emiliano, tutti pronti ad aspettare lì dinanzi alla frana di Montaguto il rappresentante del Governo chiamato a dare rassicurazioni sulla avvenuta dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri che si riunirà nella mattinata di domani a Roma.
Un atto formale che consentirà al commissariato per l’emergenza frana di velocizzare i lavori in deroga alle normali procedure tecniche. Fra le priorità quella di reperire altri siti dover poter smaltire i detriti. Si tratta di portar via qualcosa come 600mila metri cubi di detriti.

SBLOCCO FONDI FAS – Intanto, proseguono gli incontri tra i rappresentanti istituzionali e il ‘disaster manager’ per la Campania, l’ex sindaco di Salerno Mario De Biase. Questa mattina presso l’auditorium comunale di Savignano Irpino sono stati i rappresentanti sindacali di Puglia e Campania di Cgil, Cisl e Uil a incontrare De Biase. Presenti anche i sindaci di Montaguto, Giuseppe Andreano, di Savignano Oreste Ciasullo, e di Greci Bartolomeo Zoccano.
Nel corso della riunione sono state affrontate le problematiche derivanti dal ‘movimento franoso’ che da oltre un mese sta creando gravi difficoltà sia ai collegamenti ferroviari fra Puglia e Campania, sia all’economia ed alla popolazione locale, con il blocco da oltre tre anni della viabilità stradale (SS90). Le parti sociali hanno chiesto con telegramma inviato al presidente del Consigli dei Ministri, ai Presidenti delle Regioni Puglia e Campania ed al Sottosegretario Bertolaso l’immediata dichiarazione dello stato di emergenza, lo sblocco dei fondi Fas-Campania per la soluzione del problema frane. Inoltre sono state richieste risorse aggiuntive per risarcire i danni alle attività economiche e produttive dell’area interessata; l’attribuzione dei poteri straordinari al Commissario di Governo per l’emergenza frane, al fine di velocizzare al massimo gli interventi per la messa in sicurezza del territorio e per il ripristino dei collegamenti ferroviari e stradali.
Cgil, Cisl e Uil si incontreranno nei prossimi giorni per approntare un documento articolato che, partendo dall’emergenza, indicherà obiettivi, priorità e tempi per interventi strutturali per il rilancio ed il potenziamento dei collegamenti fra le due Regioni, a partire dal progetto ‘alta capacità’, per favorire concretamente lo sviluppo economico e sociale dei territori e per garantire il diritto alla mobilità dei cittadini.

CANTIERE O DIMISSIONI – Intanto, i lavori di contenimento della frana sembrano sortire i primi effetti positivi. Se fino a mercoledì il fronte del movimento franoso avanzava a vista d’occhio sotto il peso dell’enorme lingua di terra, arrivando anche a minacciare il vicino alveo del Miscano, tra ieri e oggi i tecnici e gli operai impegnati sul posto hanno potuto constatare un sensibile rallentamento della colata. Anche per questo motivo il commissario De Biase (il cui mandato scadrebbe il prossimo 31 dicembre, ndr) ha sollecitato l’apertura del cantiere per i lavori straordinari entro l’inizio di giugno, pena le proprie dimissioni.

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