Mise, intervengono gli operai: “Vogliamo chiarezza”

14 Ottobre 2013

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento al Mise di Giulio Battista operaio Irisbus.

“Oggi il nostro intervento non verterà sulle proposte che abbondantemente e affannosamente, nel corso di questi due anni, abbiamo esposto e condiviso con tutte le istituzioni: dai Sindaci al Presidente della Regione, dai Parlamentari ai Presidenti di Commissione, dai dirigenti politici ai candidati Premier, senza dimenticare le proposte elencate e verbalizzate in più occasioni anche e soprattutto qui al MISE. Oggi il nostro intervento sarà solo chiarificatore della indescrivibile disperazione e della inappagabile rabbia a cui tutti ci state costringendo dal 2011 ad oggi. Partiamo subito da un dato che ci ha lasciati veramente sgomenti e cioè dal fatto che pochi giorni fa (precisamente il 9 ottobre 2013) la Fiat ha avviato la ovvia procedura di mobilità per licenziamento collettivo.
Questo fatto rende la nostra esistenza ancora più precaria di quanto già non era e di questa precarietà e inconsistenza non solo ne è ovviamente responsabile la Fiat stessa, ma anche tutti i Governi che in questi anni si sono succeduti compreso questo ultimo dalle “intese larghe”. Infatti, senza partire ogni volta dall’anno zero, ricordiamo, come esempio per tutto, l’ultimo incontro avuto proprio presso questo Ministero il 1° agosto di questo stesso anno.
In quella occasione l’esponente del Governo annunciò che “l’Esecutivo era impegnato, insieme alla Regione Campania, nella redazione dell’Accordo di Programma che, entro settembre, sarebbe stata al centro di un nuovo incontro nel quale si sarebbe dovuta verificare la sostenibilità del piano di riqualificazione dell’area e individuare le modalità di salvaguardia dei livelli occupazionali”.
In quella occasione inoltre era anche stato confermato che “il Governo avrebbe proseguito nell’esplorazione di potenziali investitori e nella verifica della loro attendibilità imprenditoriale”.
Come tutti sappiamo però entro settembre nessun incontro è stato convocato pur sapendo che il nostro destino e quello degli altrettanti lavoratori dell’indotto era legato ad un sottile filo lacero e pericolante. Nessun incontro è stato convocato neppure dopo la mozione presentata dai Parlamentari di tutti gli schieramenti presenti in Parlamento. Siamo addirittura dovuti ricorrere ad un’Audizione a Commissioni congiunte trasporti e lavoro.
Eppure in quella occasione le parole del Presidente Meta ci avevano colpito e forse anche un po’ illuso. Il Presidente Meta, infatti, con le sue parole sembrava aver capito il nostro dramma umano e lavorativo, infatti aveva sottolineato di non avere alcuna intenzione di essere annoverato tra i responsabili di questa terribile situazione e per questo avrebbe sollecitato l’impegno di tutti a che si mettessero in atto proposte e fatti in grado di risolvere la questione Irisbus. Il presidente Meta inoltre aggiungeva che la nostra fabbrica è indispensabile per il Paese estremamente bisognoso di nuovi bus per il trasporto pubblico e, cosa più importante, sottolineava più o meno alla lettera che “le manifestazioni d’interesse, qualora non ci fossero, potrebbero e dovrebbero essere riaccese da provvedimenti politici e Governativi tesi alla salvaguardia delle manifatture e dell’industria in Italia.” Intanto, nonostante tutto ciò e nonostante le nostre ripetute e assillanti sollecitazioni telefoniche verbali e con SMS niente ancora sembra essere stato prodotto fino ad ora, tanto è che oggi non sappiamo nemmeno se la nostra scadenza sarà il 31 dicembre di quest’anno o forse riusciamo a strapparvi un altro piccolo contentino che allungherà la nostra data di consumazione con un altro anno di cassa integrazione! A questo avete ridotto la vita di noi lavoratori e delle nostre famiglie: appesa ad una scadenza proprio come si fa con una “merce” per giunta “facilmente deperibile”! Ma noi non siamo merce, siamo uomini e donne dignitosi che vogliono solo fare il proprio lavoro senza elemosinare niente a nessuno e senza chiedere assistenzialismi di nessun genere. Voi di contro dovreste lavorare per risolvere i nostri problemi e invece spesso per incuria e superficialità finite per risolvere solo i problemi dei padroni! Ecco perché oggi vogliamo avere delle risposte chiare su cosa questo Ministero e questo Governo nell’immediato, cioè oggi e non domani, intendano fare con la Irisbus di Valle Ufita.
Vogliamo sapere a cosa si riferisce Caldoro quando parla di “revamping”? Si riferisce alla proposta di cui abbiamo parlato con l’assessore al lavoro della Regione Campania ormai già dieci mesi fa o invece è solo un’altra finzione di progetto per strappare qualche altro mese di cassa integrazione o rifilarci qualche altro “imprenditore-bidone”?
Vogliamo sapere chi porterà nella imminente legge finanziaria la questione del finanziamento del Piano Trasporti finalizzato al rinnovo del parco autobus e alla riapertura della Irisbus?
Insomma vogliamo sapere definitivamente e con atti concreti se c’è realmente la volontà da parte vostra di aiutarci a riaprire la nostra fabbrica, stigmatizzando anche il comportamento di quella Fiat che ha usufruito dei nostri migliori territori e che è cresciuta anche grazie al nostro lavoro ed ora, pur di non incidere sul proprio profitto, va via a produrre in Paesi ancora vergini dal punto di vista economico e sindacale abbandonando l’Italia da cui ha avuto tutto e senza pagare nessuno scotto!
La nostra domanda è semplice: siete disponibili a trovare il modo di riaccendere l’interesse a produrre autobus per questo Paese in Valle Ufita? Noi siamo disposti a lavorare per questo fine e per questo sosteniamo che questo tavolo tecnico debba essere continuato ad oltranza fin quando non si arrivi insieme ad una reale soluzione della questione. Non possiamo aspettare altre date che magari non verranno mai convocate, non possiamo far passare altro tempo perché quello che avevamo a disposizione è già stato abbondantemente superato e consumato e non vogliamo fare la fine di quei poveri naufraghi che continuano a morire nel nostro mare in attesa che in questo Paese un Governo faccia un passo verso la civiltà!


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