Mercogliano: Scoperto maneggio abusivo. Spunta l’ombra del Clan Cava

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I Carabinieri della Stazione di Mercogliano hanno proceduto al sequestro durante tutta la giornata di oggi, di un maneggio ubicato a Contrada Starze costituito all’interno di un’area comunale di Mercogliano di circa 600 metri quadri, al cui interno sono stati costruiti 7 box per cavalli, un’abitazione per custode ed una pista in terra battuta recintata, per un valore complessivo di circa 250mila euro. Con una velocità di lavorazione, edificazione e rifinitura da far invidia alle più efficienti ditte edili, le strutture sono state realizzate in pochissimo tempo sotto gli occhi ignari del proprietario del fondo e già abitate da diverso tempo dai primi ospiti equini. Le indagini svolte hanno consentito di accertare responsabilità a carico di 6 persone, alcune delle quali ritenuti affiliati al Clan Cava. Soprattutto quest’ultimo dato ha allarmato gli inquirenti che non escludono l’utilizzo dei locali anche per fini diversi da quelli previsti nella loro naturale destinazione. L’intera struttura ora è sotto sequestro e sono stati interessati anche gli organi competenti per le procedure di smantellamento e ripristino dello stato dei luoghi. I cavalli, di cui 5 di razza olandese e 2 anglo-arabi, sono stati sottoposti ai dovuti controlli sanitari risultando in regola, ed affidati momentaneamente ad uno dei titolari del maneggio. Le persone denunciate dovranno ora rispondere di costruzione abusiva ed occupazione di suolo pubblico. Ma non finisce qui. Sono state riscontrate anche violazioni alle norme sulla permanenza di extracomunitari nel territorio nazionale. Infatti sempre nell’ambito dell’operazione i militari hanno sorpreso un cittadino di nazionalità albanese intento a lavorare nella struttura. Il ragazzo di 22 anni, ‘assunto’ quale custode del maneggio era sprovvisto del permesso di soggiorno. L’extracomunitario è stato tratto in arresto per non aver ottemperato al decreto di espulsione dal territorio italiano emesso dall’ufficio territoriale del governo di Venezia, in attesa del rito direttissimo, come disposto dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Avellino, Dottoressa Rosa.

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