E’ stato presentato presso la Biblioteca di Loreto, nell’ambito di Maggio dei Monumenti, il libro Orti di Corte – Pacello da Mercogliano: I Giardini Reali e le Erbe del Partenio, che nasce dalla proficua collaborazione tra la Regione Campania e quindi del settore Istruzione e dello staff di “Scuole Aperte”, con l’Amministrazione Comunale di Mercogliano e la Scuola Secondaria di I grado Guido Dorso. Di questa felice intuizione e progettazione, abbiamo colto i frutti nel corso del tempo con una evidente ricaduta sul piano sociale oltre che su quello prettamente scolastico e culturale. “Una comunità senza tradizioni, testimonianze, storia, produce alienazione, estraniamento. La consapevolezza delle proprie radici, del proprio vissuto e delle proprie esperienze, genera, invece, senso di responsabilità, rispetto verso sé stessi e verso gli altri, sensibilizzazione e partecipazione alla vita comunitaria”: è quanto ha affermato il sindaco di Mercogliano Massimiliano Carullo, durante la presentazione del libro nella Biblioteca di Loreto. Il modulo di Scuole Aperte “Coltivare gli orti possibili” insomma, “il modulo dei Nonni e dei Nipoti” come si è soliti definirlo, ha innescato un percorso che ha ravvivato, rinfocolato, i vincoli tra le diverse generazioni. Ha ridonato energia a quanti desideravano e vogliono che la memoria storica abbia un ruolo pregnante in una società che vuole crescere, evolversi, con il supporto e la guida di chi ha vissuto, lavorato e si è prodigato per il proprio paese. La ricerca storica su Pacello da Mercogliano ha sottolineato una figura così importante ma poco conosciuta da molti, offuscata da un ingiustificato oblio. Egli fu un fine conoscitore di botanica e della natura, un umanista, un ingegnere idraulico e un architetto d’esterni che “addomesticò il verde” e ideò magnifici giardini signorili, esportando e divulgando le bellissime e rinomate piante del Partenio, donando lustro e fama imperitura alla nostra amata Mercogliano. Ammirato e ingaggiato da nobili, cardinali e re, in Italia ed in Francia, condivise conoscenze e lavorò con il geniale Leonardo Da Vinci e si avvalse dell’ausilio di altri Mercoglianesi. Tutto questo è storia documentata e accertata. Come lo è il sacrificio e la dedizione dei nostri avi alla terra e al lavoro. E ciò traspare con chiara evidenza da ogni motto, proverbio e consuetudine riportata nel libro. Un atavico attaccamento alla “Terra Madre” dà onore con il lavoro delle braccia, delle menti e del cuore, che pare trasudare da ogni pagina con un intenso profumo di erba fresca appena tagliata e di mosto durante la vendemmia. Questo è un messaggio di positiva continuità e di responsabilità alla cura del bene comune lanciato alle future generazioni e ai futuri cittadini mercoglianesi. In conclusione, nel ringraziare la dirigente scolastica Maria Goretti Oliviero, la coordinatrice del progetto Anna Capossela, la docente Marisa Lena, le tutors Anna Maria Criscitiello e Maria Anna Carbone, ma soprattutto tutti i Nonni e i Ragazzi che hanno partecipato al progetto ha dichiarato: “Mi onora rappresentare ed esprimere la fierezza di appartenere ad una comunità che attraverso la sua operosità promuove la crescita del territorio e della coscienza civile e salvaguarda le tradizioni ed i beni che ci sono stati tramandati. L’amministrazione comunale sarà sempre al fianco della scuola per l’organizzazione di questi percorsi formativi che valorizzano le risorse del territorio”.
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