“Meloni, ecco i disastri della sanità deluchiana in Irpinia”. Pronto il dossier di D’Ercole per la leader di Fdi

“Meloni, ecco i disastri della sanità deluchiana in Irpinia”. Pronto il dossier di D’Ercole per la leader di Fdi

10 Settembre 2020

La visita di domani pomeriggio ad Ariano Irpino di Giorgia Meloni, leader nazionale di Fratelli d’Italia, mobilita ovviamente i candidati irpini alle elezioni regionali. Giovanni D’Ercole annuncia che consegnerà alla Meloni “un dossier sulla sanità provinciale. Tale dossier è stato approntato al fine di far alzare definitivamente il velo sulla gestione della sanità irpina, contraddistinta da gravissime inefficienze ed incredibili scelte. Da un lato, infatti, la disastrosa gestione durante l’epoca Covid del Frangipane di Ariano da parte dei vertici dell’Asl, di per sé, avrebbe dovuto provocare le dignitose dimissioni di tutto il management della sanità pubblica locale. D’altro canto, una serie di scelte scriteriate, tutte in danno dell’utenza irpina, prima fra tutte l’incredibile chiusura del pronto soccorso dell’ospedale Landolfi di Solofra, stanno rendendo l’erogazione del servizio sanitario agli Irpini sempre più ridotto, o quasi inesistente”.

Proprio sulla chiusura del Pronto Soccorso di Solofra, Giovanni D’Ercole chiederà un impegno all’on. Meloni, “affinché – anche attraverso la presa in carico della pugnace leader nazionale della Destra – possa essere ripristinata una realtà strategica per la valle dell’Irno, che serviva una popolazione di circa 80.000 persone, private di un riferimento sanitario senza un perché. Nel dossier, inoltre, saranno contenute le incredibili vicende relative ai concorsi banditi dall’ASL e svolti proprio ad Ariano nonché del concorso per infermieri pubblicizzato in piena campagna elettorale dall’AORN Moscati, senza che però sia disponibile ancora il bando”.

“Infine, verranno rese note le tante strutture sanitarie inutilizzate o sottoutilizzate di proprietà regionale (vecchio ospedale Moscati, San Giacomo di Monteforte, Maffucci di Avellino, ecc) che avrebbero reso inutile l’acquisto dei famosi e non collaudati covid center prefabbricati”.