MEA CULPA, MEA CULPA, MEA MAXIMA CULPA…

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Confíteor Deo omnipoténti, beátæ Maríæ semper Vírgini, beáto Michaéli Archángelo, beáto Joánni Baptístae, sanctis Apóstolis Petro et Paulo, ómnibus Sánctis et tibi, pater: quia peccávi nimis cogitatíone, verbo et ópere: (percutit sibi pectus ter, dicens) mea culpa, mea culpa, mea máxima culpa. Ideo precor beátam Maríam semper Vírginem, beátum Michaélem Archángelum, beátum Joánnem Baptistám, Sanctos Apóstolos Petrum et Paulum, ómnes Sanctos, et te, pater, oráre pro me ad Dóminum Deum nostrum. Avete battuto il petto tre volte? Bene ed ora vi sentite più rilassati, in pace con la coscienza ed espresso la vostra confessione. A me succede che mi sento liberato di un peso quando professo il mea culpa, il mio peccato. Spero anche per voi. Ma forse non basta. In città si aggira uno strano personaggio che ogni tanto che appare sembra lo spot ambulante delle Forche Caudine. Ognuno, come i soldati romani, stremati dalla fame, è costretto quotidianamente, dico quotidianamente, a denudarsi e passare sotto un arco di lance nemiche, schernito e deriso. E come i romani dovettero lasciare in ostaggio ai sanniti la loro cavalleria, noi miseri mortali dobbiamo, quotidianamente, dico quotidianamente, lasciare la nostra dignità. A me, mi sembra tutta ‘na stronzata. Mi sono confessato, ho battuto il petto tre volte, gli ho fatto anche gli auguri per il suo futuro e neanche va bene. A questo punto ho deciso: debbo ricambiare l’onta delle Forche Caudine restituendo gli “onori” allo strano personaggio. Chiederò al sindaco Galasso una variante al tunnel con la creazione di una stretta gola montuosa come quelle esistenti nella Terminio Cervialto. Il signorino pure deve passare qualche volta….

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