Maurizio Ferrara, play con la valigia: “Radulovic l’uomo in più”

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Tra le tante facce nuove di questa stagione c’è anche una vecchia conoscenza degli sportivi irpini, che ad Avellino nelle ultime due stagioni non ha avuto molto spazio. Maurizio Ferrara è rientrato quest’anno dal prestito di Reggio Calabria dove ha disputato una buona stagione in Legadue, contribuendo alla salvezza sul campo della Viola, che poi però non è riuscita ad evitare il fallimento per via dei tanti problemi economici. Il ragazzo irpino ha svolto il ruolo di secondo play dietro Maestranzi e ha chiuso la stagione con 5.1 punti di media in 17 minuti il 44% da due il 17% il 74% ai liberi e 1.2 assist ed un high score di 15 punti. Nel corso di quest’estate si è sottoposto ad un intervento di pulizia al ginocchio che lo ha tenuto lontano per diverse settimane dai campi di gioco, ora il golden-boy avellinese è pronto a ritornare sul parquet, nel frattempo si è aggregato alla rosa dell’ Air, società con la quale ha ancora un anno di contratto. A Ferrara abbiamo chiesto un’opinione su questa nuova Scandone, sulla nuova società, sulla squadra, senza dimenticare di scambiare qualche battuta relativa al suo futuro.
Dopo un anno di assenza ritorni ad Avellino. Ti saresti mai aspettato tutti questi cambiamenti? Quale impressione ti ha fatto la nuova società soprattutto nella figura del presidente Ercolino?
“Certo questo ribaltone che c’è stato forse nessuno se lo sarebbe mai aspettato. La nuova società fino a questo momento mi ha fatto davvero una grande impressione per tanti motivi. Non posso fare paragoni con la struttura e l’organizzazione dello scorso anno perché non c’ero, però rispetto a due anni fa c’è una struttura migliore e una maggiore collaborazione tra tutto lo staff tecnico e dirigenziale. Tutti quei problemi che c’erano allora oggi non ci sono. Ogni atleta ha la sua macchina, ci sono le case per ogni giocatore, insomma tutti sono vicini alla squadra cercando di risolvere ogni piccolo problema. Anche dal punto di vista economico sembra esserci una maggiore solidità, speriamo che duri per il bene del basket avellinese. Non posso negarlo questa nuova dirigenza mi da fiducia ed il presidente Ercolino mi sembra una persona disposta a fare sacrifici”.
Un giudizio sulla squadra costruita da Boniciolli?
“Sono stati fatti tanti sforzi economici che hanno permesso al coach di mettere su una squadra di buon livello con tanto talento e con due tre giocatori sopra le righe, che forse non avremmo mai sognato di vedere ad Avellino. La riconferma di Radulovic è stata importantissima per evitare di ricominciare tutto da zero. L’ex azzurro lo scorso anno è stato fondamentale per il raggiungimento della salvezza, quest’anno potrà contribuire alla conquista di nuovi traguardi”.
Per ora stai facendo da spettatore agli allenamenti. Osservando i tuoi nuovi compagni di squadra, qual è quello che ti ha maggiormente impressionato?
“Direi che quello contro il quale mi sarebbe piaciuto confrontarmi è Green. L’americano è un giocatore rapido, esplosivo che sicuramente potrà fare un grande campionato. Ha caratteristiche molto simile alle mie e sarebbe stato divertente poterlo affrontare. Quello che ha maggiore talento, che è una spanna sopra gli altri è senza dubbio Nikola Radulovic. Lo scorso anno lo avevo visto giocare qualche volta, ma non avevo mai avuto la possibilità di vederlo allenare. È un giocatore che ha talento purissimo, movimenti clamorosi. Un giocatore di 2.07 cm con braccia lunghe che sa giocare sia spalle che fronte a canestro. Peccato solo non averlo portato prima ad Avellino”.
Oltre Radulovic c’è un altro ex azzurro, Alex Righetti. Cosa ne pensi del giocatore riminese?
“Se dovessi esprimere un giudizio lo definirei un atleta solido, granitico, che non si risparmia. Ha giocato per tanti anni a Roma, con la quale ha disputato anche l’Eurolega, svolgendo il ruolo di gregario, ma riuscendo a ritagliarsi anche uno spazio da protagonista. Ritengo che qui ad Avellino non avrà problemi a diventare uno dei leader della squadra. Non dimentichiamoci che è sempre una medaglia d’argento olimpica. Giocatore che non va sottovalutato”.
Si è parlato tanto di play-off in queste settimane. Tu ritieni che questa squadra possa raggiungerli o le manca ancora qualcosa per fare un ulteriore salto di qualità?
“Sinceramente fare un pronostico è sempre molto difficile perciò non voglio sbilanciarmi. Ci sono tanti fattori che determinano l’esito di una stagione, infortuni, stato di forma dei giocatori ed il lavoro in palestra. Ricordo ad esempio l’anno della promozione in serie A della Scandone. In quella circostanza nessuno avrebbe scommesso su quella squadra che alla fine finì per sovvertire tutti i pronostici. Il campo è l’unico giudice e vedremo quale sarà il suo responso”.
Un mese fa ti sei sottoposto ad un intervento chirurgico per la pulizia al ginocchio. Qual è il tuo stato di forma attuale?
“Ora mi sto dedicando totalmente alla riabilitazione. Entro il 15 settembre dovrei essere di nuovo in campo, ma naturalmente è meglio andarci cauti. Purtroppo l’operazione è stata necessaria, il finale di stagione a Reggio Calabria è stato massacrante e ho giocato sopportando il dolore. Adesso sto recuperando e quello è l’importante”.
Quale sarà il tuo futuro?
“E’inutile nasconderlo, non è qui ad Avellino. Nel mio ruolo ci sono altri giocatori. Personalmente ho tanta voglia di giocare, vorrei provare a fare una stagione possibilmente migliore rispetto a quella dello scorso anno”.
Preferisci una squadra di Legadue o credi che sia meglio ripartire da una B1 dove presumibilmente potresti avere maggiore spazio?
“La Legadue per me rappresenta al momento una priorità. Prima dell’operazione tante squadre mi hanno cercato. Ora quasi tutti i roster sono completi e stanno per cominciare la preparazione. Io arriverei in corsa in squadre che necessitano, per vari fattori, di un giocatore con le mie caratteristiche. Di certo non disdegnerei di scendere in B1 e giocare per una compagine che lotta per la promozione. Difficile comunque che rimanga qui”.
Sei all’ultimo anno di contratto con Avellino, pensi che verrà rinnovato a la tua avventura in biancoverdi è giunta al capolinea?
“Questo non lo so molto dipenderà dalle scelte che farà la dirigenza della Scandone su come vorrà gestire il mio cartellino. È normale che se mi cedono in prestito dovranno rinnovarmi il contratto, altrimenti mi cederanno a titolo definitivo”.
(di Giovanni La Rosa)

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