Maselli scrive a De Stefano: “Le nuove tariffe insostenibili”

20 Agosto 2013

“Cari amici, sapete che FB è uno strumento di comunicazione e di informazione. Ho fatto alcuni conti sulle nuove tariffe dell’acqua e, salvo errori ed omissioni, c’è da saltare dalla sedia. Da qualche anno ho scelto FB come mio strumento privilegiato di comunicazione e di informazione e, dunque, attraverso di esso, voglio far pervenire questa lettera aperta all’amico Lello De Stefano, da poco nominato Presidente dell’Alto Calore Servizi. Se volete sapere cosa vi aspetta, a meno di chiarimenti sinora non rinvenibili, leggetela”.
Franco Maselli sceglie la sua pagina Facebook per inviare una lunga lettera al Presidente Lello de Stefano in cui esprime la sua opinione sulla questione tariffe e sulle ricadute che gli aumenti possono avere sugli utenti.

“Egregio Presidente, voglio, innanzitutto, farle un sincero augurio per il difficile compito al quale è stato chiamato. Lei è persona competente, non solo perché di professione si interessa della gestione aziendale, ma anche perché, in materia di “acque”, ha un’esperienza ed un Know-how che, ancorché da molti vantati, pochi possono dimostrare di avere. Vengo subito al dunque. Vorrei richiamare, da buon ultimo, le modifiche tariffarie introdotte dal C.d. A appena mandato a casa, finalmente. Evito di entrare nelle questioni tecnico-giuridiche sulla competenza, sui criteri e sulla deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, n°.585/2012/R/IDR, che ha dettagliato il metodo tariffario transitorio (MTT) e sulle deliberazioni della medesima Agenzia dei giorni scorsi, Alcune Associazioni di Consumatori hanno già esaurientemente trattato questo a argomento. Evito, altresì, di soffermarmi sull’ulteriore deposito cauzionale della cui legittimità si è interessato un gruppo politico, guarda caso accortosi del fatto solo all’indomani della sua nomina. Quisquilie, le avrebbe definite Totò, e tali le considero io rispetto al resto non indagato e sul quale intendo soffermarmi con qualche conticino da casalinga. Naturalmente, senza alcuna offesa per le casalinghe che di conto ci sanno fare. Vorrei simulare cosa accadrà ad una famiglia media di 4 persone della nostra provincia. Gli ultimi dati ISTAT (2011) ci dicono che, mediamente, una persona ha un fabbisogno idrico giornaliero di 175 litri. Una famiglia di 4 persone, dunque, ha bisogno di L. 175*4= 700 litri al giorno di acqua, che moltiplicati per 365 (un anno) diventano 255.500 litri, pari a 255,5 metri cubi di acqua, necessari per soddisfare il fabbisogno di acqua in un anno per una famiglia di 4 persone. Raffrontiamo i costi applicando la tariffa attuale con la tariffa previgente.
Salvo errori ed omissioni, per i quali mi dichiaro sin da ora disponibile a rivedere i miei calcoli, la situazione è la seguente:
Tariffa previgente (la più alta- impegni superiori a mc. 27 trimestrali) : €. 0,6944 al metro cubo + IVA al 10% applicata ad un consumo medio di mc. 255,5 come sopra calcolato:mc. 255,5*0,6944= €. 177,42 + €. 17,74 (IVA 10%) Totale costo acqua in un anno : €. 195,16
Tariffa attuale ( 2” fascia tra mc.216,01 e mc. 288 di acqua consumata): €. 2,60 al metro cubo + IVA al 10%, applicata allo stesso consumo del calcolo precedente di mc. 255,5: mc. 255,5*2,60= €. 664,30 + €. 66,43 Totale costo acqua in un anno: €. 730,73
Spero che le notizie scarne, pervenute con un foglietto allegato all’ultima fattura, mi abbiano indotto in errore e sarei felicissimo di essere smentito ma, se così non fosse, ci sarebbe una stangata insostenibile che, nel caso in esame, porterebbe ad una maggiorazione dei costi pari ad €. 535,57 con un incremento percentuale quasi del 275%!
Questo è solo un aspetto del problema. Vediamone altri due. Da oltre 10 anni, al netto delle proroghe concesse, i gestori avrebbero dovuto abbandonare la tariffa col metodo del “minimo impegnato” per pervenire al metodo, diciamo, “a consumo”. Nella mia breve e traumatica esperienza alla guida di codesta Società, avevo avviato –e quasi completato- la conversione del metodo di tariffazione. C’era, però, una piccola grande differenza che, dall’arida tabellina allegata all’ultima fattura, sembra emergere. Non si può adottare la medesima tariffa senza rapportarla al nucleo familiare al quale fa capo l’utenza, salvo violare anche un diritto costituzionale. Se l’acqua è bene pubblico al quale ogni cittadino può e deve accedere, fissare delle fasce di consumo collegate ad un’utenza che non tenga conto del nucleo familiare che la utilizza, significa discriminare alcuni rispetto ad altri. Mi spiego meglio. E’ del tutto evidente che una famiglia di due persone, a meno di sciupii, consumi meno acqua di una famiglia di quattro persone.
Considerando sempre lo stesso fabbisogno (litri 175 al giorno per persona), infatti, avremo il seguente paradosso:
Consumo annuo famiglia di 2 persone : litri 175* 2 persone* 365 giorni = litri 127.750 pari a 127,75 metri cubi. Con tale consumo, applicando le nuove tariffe (consumo tra mc. 144,01 e 216), il costo sarebbe: €. 1,80* 127,75 = €. 229,95 + 22,99 (IVA al 10%) = Costo totale annuo dell’acqua: €.252,94
Consumo annuo famiglia di 4 persone : litri 175* 4 persone* 365 giorni = litri 255.500 pari a 255,50 metri cubi. Con tale consumo, applicando le nuove tariffe (consumo tra mc. 216,01 e 288), il costo sarebbe: €. 2,60* 255,50 = €. 664,30 + 66,43 (IVA al 10%) = Costo totale annuo dell’acqua: €.730,73
Il paradosso sta nel registrare, nei due casi, un costo a persona diverso pur in presenza di un consumo pro-capite identico. Infatti, nel 1° caso, il costo procapite è : €. 252,94: 2 persone = €. 126,47 all’anno per persona, mentre, nel 2° caso, il costo procapite è: €. 730,73: 4 persone= €. 182,68 ( quasi il 45% in più) all’anno per persona.
Infine, mi permetterà, signor Presidente, anche qualche considerazione sulle fasce di tariffazione, così come articolate. La fascia “agevolata” è diretta a coloro che consumano meno di 40 mc all’anno per uso residenziale.
Fascia Consumo mc/anno Tariffa Litri al giorno per persona Agevolata
(consumi minimi vitali) 0-40 €.0,50 Da 0 a 110 litri
Base 40,01-144 €. 0,69 Da 110 a 395
1^ fascia 144,01-216 €. 1,80 Da 395 a 592
2^ fascia 216,01-288 €. 2,60 Da 592 a 789
3^ fascia Oltre 288 €. 4,30 Oltre 789 litri
Dal momento che, giustamente, vige il criterio che l’acqua è bene prezioso, non riproducibile e che non vada sprecato per cui più si consuma più cresce il costo a metro cubo, appare evidente che risulterebbero penalizzate le famiglie numerose. Infatti, a meno che nella tabella non sia sfuggita la precisazione che trattasi di consumo annuo a persona, la tariffa agevolata è accessibile, unicamente, alle utenze alle quali fa capo una sola persona. Già in presenza di due persone saremmo a 50 litri d’acqua al giorno per persona e l’OMS afferma che, al di sotto dei 50 litri/giorno, si può già parlare di sofferenza per mancanza d’acqua! Lo stesso dicasi per la tariffa base e per la tariffa di 1^ fascia in presenza di un’utenza con tre o quattro componenti familiari e così via. In sintesi, direi che siamo in presenza di una criterio “cervellotico” di tariffazione. Lo preciso fino alla noia, tutto ciò è valido salvo ulteriori chiarimenti non rinvenibili nei documenti che, immagino per omaggio ai principi di trasparenza, sono stati inviati a tutti gli utenti. Solo a titolo esemplificativo, allego le tariffe adottate da GEAL S.p.A (Gestione Esercizio Acquedotti Lucchesi), con all’interno una società interamente partecipata dal comune di Lucca.
Fasce di applicazione per unità immobiliare Dal 01/05/13 €/mc
Minimo contrattuale Non presente
Tariffa agevolata Consumi fino a 90 mc/anno €.0,364701
Tariffa base Consumi superiori a 90 mc/anno e fino a 135 mc/anno €. 0,680498
Tar. di 1^ eccedenza Consumi superiori a 135 mc/anno e fino a 180 mc/anno) €. 1,173882
Tar. di 2^ eccedenza Consumi superiori a 180 mc/anno €. 1,780564
Non c’è che dire: una bella differenza.
Egregio Presidente, mi scuso per essermi permesso di rappresentarle queste mie considerazioni, ma, da utente, voglio sperare che Lei tragga spunto per qualche iniziativa che non mortifichi il lavoro di quei dipendenti che quotidianamente assicurano l’erogazione del servizio, ma neanche di quei cittadini che vorrebbero un servizio efficace ed efficiente e, per quanto possibile, economico.
Buon lavoro”.


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