![]()
In tarda serata arriva il chiarimento della Fillea Cgil
Riportiamo testualmente il comunicato:
“Confermando le preoccupazioni espresse nel comunicato congiunto inviato dalla Fillea, dalla Filca e dalla Feneal, il sindacato degli edili della Cgil di Avellino, precisa che non vi è alcuna intenzione di contrastare o giudicare il provvedimento assunto dalla Regione Campania relativo alla chiusura della cava di Casamarciano, utilizzata per l’approvvigionamento di materiale da parte delle ditte facenti capo al gruppo Marinelli, provvedimento adottato sulla scorta dell’indagine avviata dalla Prefettura di Napoli. Come più volte ribadito, anche in questa occasione, la Fillea Cgil di Avellino sostiene e plaude all’iniziativa della Prefettura di Napoli, la quale, non ha fatto altro che avviare una indagine sulle condizioni esistenti per la prosecuzione dell’attività estrattiva presso il sito di Casamarciano. Non è nostro stile, e la recente e passata storia del nostro sindacato lo conferma – afferma il segretario provinciale Antonio Famiglietti – barattare i posti di lavoro con un sostegno alle imprese che finiscono nell’azione ispettiva di qualunque organo competente in materia, sebbene l’azione ispettiva di per sè non determina alcuna presunzione di colpevolezza a carico delle imprese edili. Abbiamo sempre affermato, infatti – continua Famiglietti – che i livelli occupazionali in edilizia vanno salvaguardati principalmente con il rispetto delle norme, della legalità e lo stesso principio va attuato in questa occasione, nonostante ci siano in gioco centinaia di posti di lavoro”. La Fillea di Avellino, dunque, chiarisce il passaggio del precedente comunicato congiunto inviato oggi, e che vorrebbe sostenere l’impresa Marinelli in una azione di contrasto all’attività ispettiva della Prefettura di Napoli, solo perchè ci sono in gioco un considerevole numero di posti di lavoro. E’ inoltre strumentale, secondo la Fillea Cgil, sbandierare lo spauracchio del licenziamento di 300 lavoratori, la maggior parte dei quali impiegati in aziende facenti parte al gruppo Marinelli, che pur avendo un legame con l’attività estrattiva bloccata dalla regione Campania, svolgono attività che non vengono pregiudicate affatto dallo stop imposto alla cava di Casamarciano. La Fillea inoltre non accoglie le pressioni improprie del gruppo Marinelli sulle organizzazioni sindacali e sui lavoratori, in quanto per molte attività che il gruppo Marinelli svolge, anche per la costruzione della città ospedaliera, non vi è alcuna corrispondenza con la chiusura della cava. La Fillea, invece, auspica che il gruppo Marinelli, nelle sedi competenti, possa dimostrare la sussistenza di tutte le condizioni ambientali e normative, volte a riprendere l’attività che svolge presso la cava di Casamarciano”.