Avellino – Il Gruppo Marinelli ha comunicato alle organizzazioni sindacali di categoria il licenziamento di tutti i lavoratori dipendenti dagli impianti di calcestruzzo, di trasporto materiale edile, delle imprese operanti nel settore dell’edilizia a causa del provvedimento di chiusura della cava del nolano utilizzata per l’approvvigionamento del materiale per la lavorazione negli impianti di proprietà. Il provvedimento è stato assunto dalla Regione Campania a seguito di informativa antimafia della Prefettura di Napoli. A tal proposito i sindacati Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil. “La preoccupazione – hanno dichiarato Franco De Feo, Mario Melchionna e Antonio Famiglietti – è forte per le catastrofiche conseguenze che un tale provvedimento potrebbe comportare con il licenziamento di circa trecento lavoratori che sono dipendenti delle imprese del gruppo e le eccezionali difficoltà di tante famiglie che da un giorno all’altro si potrebbero ritrovare senza reddito e senza possibilità di far fronte al sostentamento quotidiano. Non vogliamo dare giudizi sul provvedimento assunto dalla Regione Campania, intendiamo capire fino in fondo se esistono le possibilità di determinare le condizioni minimali per consentire la continuità dell’attività di escavazione e produttiva finalizzata esclusivamente alla salvaguardia dei livelli occupazionali. Per auspicare soluzioni positive pensiamo sia necessario un intervento di confronto sull’intera problematica che le scriventi ritengono utile ed opportuno affidare alla Provincia, in prima battuta, per il notevole impatto sociale per i tantissimi lavoratori irpini dipendenti dalle imprese del gruppo Marinelli e contestualmente alle organizzazioni sindacali regionali per l’avvio di un confronto con l’assessorato regionale competente, causa la dislocazione degli impianti di calcestruzzo e dell’attività edile in tutta la realtà regionale. Sarà comunque richiesta la convocazione dell’osservatorio sugli appalti in Prefettura per un esame approfondito dell’intera vicenda. In attesa della convocazione dell’incontro presso la sede dell’amministrazione provinciale è proclamato lo stato di agitazione del personale con modalità che saranno decise nelle singole realtà produttive”.
In tarda serata arriva il chiarimento della Fillea Cgil
Riportiamo testualmente il comunicato:
“Confermando le preoccupazioni espresse nel comunicato congiunto inviato dalla Fillea, dalla Filca e dalla Feneal, il sindacato degli edili della Cgil di Avellino, precisa che non vi è alcuna intenzione di contrastare o giudicare il provvedimento assunto dalla Regione Campania relativo alla chiusura della cava di Casamarciano, utilizzata per l’approvvigionamento di materiale da parte delle ditte facenti capo al gruppo Marinelli, provvedimento adottato sulla scorta dell’indagine avviata dalla Prefettura di Napoli. Come più volte ribadito, anche in questa occasione, la Fillea Cgil di Avellino sostiene e plaude all’iniziativa della Prefettura di Napoli, la quale, non ha fatto altro che avviare una indagine sulle condizioni esistenti per la prosecuzione dell’attività estrattiva presso il sito di Casamarciano. Non è nostro stile, e la recente e passata storia del nostro sindacato lo conferma – afferma il segretario provinciale Antonio Famiglietti – barattare i posti di lavoro con un sostegno alle imprese che finiscono nell’azione ispettiva di qualunque organo competente in materia, sebbene l’azione ispettiva di per sè non determina alcuna presunzione di colpevolezza a carico delle imprese edili. Abbiamo sempre affermato, infatti – continua Famiglietti – che i livelli occupazionali in edilizia vanno salvaguardati principalmente con il rispetto delle norme, della legalità e lo stesso principio va attuato in questa occasione, nonostante ci siano in gioco centinaia di posti di lavoro”. La Fillea di Avellino, dunque, chiarisce il passaggio del precedente comunicato congiunto inviato oggi, e che vorrebbe sostenere l’impresa Marinelli in una azione di contrasto all’attività ispettiva della Prefettura di Napoli, solo perchè ci sono in gioco un considerevole numero di posti di lavoro. E’ inoltre strumentale, secondo la Fillea Cgil, sbandierare lo spauracchio del licenziamento di 300 lavoratori, la maggior parte dei quali impiegati in aziende facenti parte al gruppo Marinelli, che pur avendo un legame con l’attività estrattiva bloccata dalla regione Campania, svolgono attività che non vengono pregiudicate affatto dallo stop imposto alla cava di Casamarciano. La Fillea inoltre non accoglie le pressioni improprie del gruppo Marinelli sulle organizzazioni sindacali e sui lavoratori, in quanto per molte attività che il gruppo Marinelli svolge, anche per la costruzione della città ospedaliera, non vi è alcuna corrispondenza con la chiusura della cava. La Fillea, invece, auspica che il gruppo Marinelli, nelle sedi competenti, possa dimostrare la sussistenza di tutte le condizioni ambientali e normative, volte a riprendere l’attività che svolge presso la cava di Casamarciano”.
