Manovra anti-crisi, tutte le notizie del decreto legge

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Il Governo Berlusconi ha varato il decreto legge anti-crisi, che contiene le misure per le imprese e le famiglie. Trentacinque gli articoli, si spazia dal bonus per le famiglie numerose (tetto massimo di reddito si conferma a 22.000 euro) fino al blocco delle tariffe.
Il bonus straordinario per famiglie, lavoratori, pensionati e non autosufficienti riguarderà poco meno di 8 milioni di soggetti, per un importo complessivo poco inferiore ai 2,4 miliardi di euro.
Il contributo straordinario varierà da un minimo di 200 euro ad un massimo di 1.000 euro, a seconda della fascia di reddito e a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare. L’aiuto del bonus è rivolto ai redditi bassi, fino a 22.000 euro per le famiglie numerose e fino a 35.000 euro solo se c’è un disabile. Il grosso dei beneficiari è proprio costituito dagli anziani soli, con una mini-pensione: sarebbero oltre 3,5 milioni in questa condizione. Ci sono poi quasi 3 milioni di coppie che mettono insieme al massimo 17.000 euro l’anno. Poco più di 52.000 invece le big-famiglie, quelle dove a tavola si è almeno in sei, che vivono con un reddito complessivo di 22.000 euro l’anno.
Chi ha diritto al bonus. Lavoratori dipendenti e pensionati a basso reddito. Esclusi i titolari di partite Iva. Se si ha un reddito fondiario non deve superare i 2.500 euro.
Come si calcolano i dipendenti della famiglia. Il reddito è relativo al nucleo e nella famiglia debbono essere contati il richiedente, il coniuge se non legalmente separato, i figli o gli altri familiari a carico.
Mille euro con 4 figli o un disabile. L’importo massimo del bonus verrà erogato ai nuclei con «oltre 5 componenti» con un reddito massimo di 22.000 euro. Il tetto sale a 35.000 euro se nella famiglia c’è un disabile.
Domanda entro il 31 gennaio 2009. Va inoltrata al sostituto di imposta e va allegata una certificazione con i dati relativi al reddito e ai componenti il nucleo familiare. Si deve fare riferimento alla situazione del nucleo e del reddito così come è nell’anno di imposta.
Soldi da febbraio ad aprile. I soldi arriveranno a partire da febbraio e saranno direttamente in busta paga o sull’assegno della pensione. Il meccanismo prevede che venga erogato a seconda dell’ordine delle domande ma non si dovrebbe andare, secondo quanto indicato nelle norme, oltre il mese di aprile 2009.
Bollette. Dal prossimo 1 gennaio le famiglie economicamente svantaggiate, che godono delle tariffe agevolate per la fornitura di energia elettrica, avranno anche diritto alla compensazione della spesa per la fornitura di gas naturale. La compensazione della spesa differenziata per aree climatiche ed in base al numero dei componenti della famiglia determinerà «una riduzione della spesa al netto delle imposte dell’utente tipo indicativamente del 15%».
Autostrade. Gli aumenti tariffari delle autostrade non saranno applicati per il primo semestre del 2009.
Straordinari. Niente sgravi fiscali sugli straordinari, ma aumento della soglia per la detassazione dei premi e del salario di produttività da 30 mila a 35 mila euro. Raddoppia poi la parte di reddito sulla quale si applicano gli sconti, passando dagli attuali 3mila a quota 6mila.
Ires e Irap. Arriva la riduzione degli acconti Ires e Irap per le imprese. Chi avesse già pagato l’acconto pieno avranno riconosciuto un credito di imposta di misura corrispondente alla riduzione prevista. Modalità e il termine dell’importo non corrisposto verranno fissate con un Dpcm.
Microprogetti. «Per la realizzazione di opere di interesse locale gruppi di cittadini organizzati possono formulare all’ente locale territoriale competente proposte operative di pronta realizzabilità, indicandone i costi e i mezzi finanziamento, senza oneri per l’ente medesimo». Per il via libera di queste opere varrà, dopo due mesi dalla presentazione della proposta, il principio del silenzio-assenso e la realizzazione delle stesse «non può in ogni caso dare luogo ad oneri fiscali e amministrativi a carico del gruppo attuatore, fatta eccezione per l’imposta sul valore aggiunto».
Per i mutui variabili sulla prima casa, stipulati fino al 2008, il tasso d’interesse non potrá superare il 4% nel 2009. Mentre per i nuovi mutui il saggio di riferimento sará quello fissato dalla Bce. Le rate dei mutui a tasso non fisso da corrispondere nel 2009, si legge nel testo, «è calcolato con riferimento con riferimento al maggiore tra il 4% senza spread, spese varie o altro tipo di maggioranza e il tasso contrattuale alla data di sottoscrizione del contratto». La differenza tra gli importi, a carico del mutuatario, delle rate determinati con il provvedimento e quelle derivati dall’applicazione delle condizioni contrattuali dei mutui «è assunta a carico dello Stato». I contratti con mutuo a tasso variabile che saranno sottoscritti a partire dal primo gennaio 2009, saranno indicizzati al tasso di riferimento principale della Bce.

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