Manocalzati – La querelle continua: questa volta il pomo della discordia è il Castello di origine longobarda della frazione San Barbato con il suo restauro, consolidamento e sistemazione esterna . A seguito della sentenza del Tar di Salerno, datata 18 gennaio 2007, che ha portato all’immediato blocco dei lavori, il gruppo consiliare ‘La Margherita’, circolo Aldo Moro, pone una serie di interrogativi all’amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Tirone. L’ordinanza del Tribunale amministrativo ha infatti accolto la domanda incidentale di sospensione presentata da Agostino Castiglione, capo ufficio tecnico del Comune, contro il Comune di Manocalzati per l’annullamento, previa sospensione dell’esecuzione, della determinazione recante la decisione di ricorso a professionisti esterni ai fini della prosecuzione dell’attività di direzione lavori, dell’avviso pubblico e della relativa delibera di Giunta comunale. Con la quale, a seguito dell’approvazione del progetto esecutivo di riqualificazione del maniero (dell’importo complessivo di 4milioni e 600mila euro circa, fondi Por Campania – misura 2.1), è stato costituito l’Ufficio di Direzione dei Lavori e sono stati avviati gli stessi. Secondo la delibera di approvazione, l’intervento presentava aspetti di notevole complessità e delicatezza e, data anche la prevista riconversione della struttura per utilizzazioni diverse dal passato (con previsione di una stazione enogastronomica), la tipologia di intervento rimandava alla figura professionale di architetto. Poi, il ricorso dell’ ingegnere Castiglione, che ritenne “necessario – si legge nella nota di riferimento del Tar – presentare opposizione essendo totalmente infondate le doglianze del ricorrente”. Vicende che alla fine hanno portato allo stop di lavori importanti per la cittadinanza. “Il Tar di Salerno – si legge nel manifesto del gruppo del Fiorellino – non solo ha accolto il ricorso ma ha anche rigettato la motivazione di incompetenza avanzata dall’amministrazione Tirone. Inoltre il tribunale ha sostenuto la piena legittimità ed idoneità professionale di tutti i professionisti incaricati dalla vecchia amministrazione”. E si chiede: “Chi paga …..?”. “Una cosa è certa – conclude la nota della Margherita – se l’amministrazione in carica non reintegrerà la vecchia direzione dei lavori con provvedimento urgente, la Regione Campania potrebbe annullare e revocare il contributo per il restauro del Castello di S. Barbato che così rimarrà per sempre un rudere!”. Un monito diretto al primo cittadino Tirone che diventa poi affondo: “Non si può amministrare così un paese. La minoranza non mollerà nell’accertamento delle responsabilità”.

