Manocalzati – “Caso Irm”: da martedì sospesi i lavoratori

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Manocalzati – Erano ritornati a lavoro il 22 settembre scorso dopo otto giorni di sospensione. Non hanno fatto in tempo a tirare un sospiro di sollievo che ritorneranno, da martedì prossimo, a “riposo forzato”. Di chi stiamo parlando? Ovviamente dei 35 lavoratori della Irm. Secondo beninformati, dai corridoi delle Organizzazioni Sindacali sarebbe trapelata l’avvenuta comunicazione alle parti sociali dell’azienda Pescatore di dover, per cause di forza maggiore, ricorrere nuovamente alla sospensione. Una presa di posizione mossa dall’assenza di notizie da parte della Commissione in merito alla richiesta dei vertici aziendali di nuove autorizzazioni. Eppure, nel summit del 22 settembre, a Palazzo di Governo, dopo essere stato accertato che il sistema antincendio è stato ripristinato ed è a norma, era stata assunta la decisione di procedere con lo sgombero dello stabilimento di Manocalzati dei rifiuti bruciati durante il rogo del 22 gennaio scorso. Rifiuti che dovranno essere trasferiti presso il Cdr di Pianodardine: una procedura onerosa per la ditta Pescatore in quanto è tutto a sue spese. E, in attesa del cronoprogramma del piano di sgombero, che vede la firma di Arpac e di Fibe, è piombato un fulmine a ciel sereno: l’ennesima sospensione dei lavoratori. E se il piano di sgombero dei rifiuti non dovesse diventare operativo a stretto giro, si allontanerebbe la possibilità di ottenere quelle autorizzazioni necessarie per la ripresa delle attività dello stabilimento di Manocalzati. Di conseguenza, dunque, la “pausa forzata” dei lavoratori si prolungherebbe. (di Emiliana Bolino)

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