Cinque vittorie nelle ultime nove giornate. Se il campionato di Avellino fosse iniziato nel girone di ritorno i biancoverdi avrebbero un ranking positivo e sarebbero lanciatissimi verso la conquista dei play-off. Ma il girone di andata sappiamo bene cosa ha preservato a Jamison e compagni, tra infortuni e atleti che hanno abbandonato la barca in un momento importante della stagione, per fare scelte opinabili ma da rispettare. Boniciolli negli ultimi mesi ha sempre, o quasi, avuto tutti a disposizione potendo allenare con continuità. “Questa è una squadra che deve essere allenata”, ripeteva qualche mese fa uno sconsolato Menotti Sanfilippo. Appena ce ne è stata la possibilità sono arrivati anche i risultati. Sulla stessa lunghezza d’onda è Matteo Boniciolli: “Io costruisco squadre, non preparo partite”. Verità sacrosanta, forse nessuno ci ha mai pensato, ma nella sfortuna di questa stagione, in fondo in fondo Avellino un po’ di buona sorte l’ha trovata. In extremis ha pescato dal dimenticatoio un certo Nikola Radulovic, che era rientrato a Zagabria dopo la terribile esperienza di Mariupol (Ucraina). Un campione da prendere a volo, un affare da non poter lasciarsi scappare. “Radulovic è qui per caso, per un puro colpo di fortuna” ripeteva sempre Sanfilippo. Il tempo e la pazienza dello staff tecnico e societario ha dato l’opportunità di aspettare a farci scoprire un campione. Ramel Curry è stato atteso per mesi e adesso è osannato dai tifosi, applaudito dalla critica e la stampa specializzata ha dovuto per forza di cose dedicargli pagine sui giornali. Eppure 4-5 mesi fa il taglio per l’ex Austin Toros sembrava essere l’unica soluzione possibile. Sanfilippo aveva pensato di sostituirlo con Luis Flores, ora a Reggio Emilia. Fortunatamente la guardia di Santo Domingo ha preferito la Bipop. Avellino ha invece scoperto un campione, che è diventato il leader della classifica cannonieri. I suoi 33 punti di giovedì sera gli hanno permesso di superare Alvin Young, viaggiando con una media di 20.61 punti in 18 gare disputate. Nel derby di contro la Legea oltre all’incredibile Curry e all’infallibile Petrov c’è stato Stefano Maioli. L’uomo che non ti aspetti, che forse non avrebbe toccato il campo se Radulovic fosse stato in grado di giocare. Nelle ultime due vittorie degli irpini c’è anche il suo zampino.
Come a Raggio Emilia, in campo giovedì ci avete messo tanta intensità e alla fine è arrivata la vittoria.
“Sapevamo che il palazzetto sarebbe stato pieno e che ci sarebbe stata una bella atmosfera. Noi avevamo voglia di fare bene, continuare la striscia positiva e vendicare, sportivamente parlando, la sconfitta dell’andata”.
Sostituire Radulovic non era facile, ma tu sei riuscito a non farlo rimpiangere, offrendo una buona prova su entrambi i lati del campo, soprattutto in difesa.
“Tutti sapevamo che tipo di giocatore fosse Nikola (Radulovic ndr) quando è arrivato. Il suo talento offensivo è merce rara. Personalmente avevo tanta voglia di giocare e fare bene. Quest’anno non ho avuto molte occasioni, queste ultime ho cercato di sfruttarle al meglio. Sono contento di aver fatto bene, soprattutto in difesa. Abbiamo dato tutti qualcosa in più per sopperire alla sua assenza”.
Domenica si va a Teramo, che partita ti aspetti?
“Altra gara difficile, da affrontare con attenzione. Il campionato non è finito e Boniciolli ci ha redarguito. Dobbiamo mantenere alta la concentrazione”.
Su Curry gli aggettivi si sprecano. Tu che lo vedi tutti i giorni in allenamento, cosa ci puoi dire?
“Direi che ci sia veramente poco da dire. Parla il campo. All’inizio ha fatto fatica, ma ora sta lasciando tutti a bocca aperta. I suoi numeri sono incredibili. Ad Avellino ci hanno visto lungo. Per ora godiamocelo perché il prossimo anno chissà dove sarà”.
(di Giovanni La Rosa)
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